Particolare vernice fatta con particelle con due superfici con proprietà diverse

Immagini che mostrano la struttura al microscopio del rivestimento formato con l’auto stratificazione delle particelle Janus realizzato da i ricercatori (credito: DOI: 10.1039/D0MH00589D (RSC Publishing))

Vernici migliori e più rispettose per l’ambiente sono state sviluppate da un team di ricercatori della Binghamton University. Nel comunicato stampa si parla di “particelle Janus”, particolari nanoparticelle progettate con due superfici che hanno ognuna proprietà fisiche diverse. Ad esempio si può avere un rivestimento o un oggetto con un lato che attrae l’acqua e con un lato che la repelle.
Produrle però non è facile, soprattutto in grandi quantità. Inoltre un eventuale utilizzo commerciale di queste particelle non ha trovato ancora sbocco.

In questo studio i ricercatori mostrano che queste particolari nanoparticelle potrebbero essere utilizzate per vernici e rivestimenti. Lo studio è stato pubblicato su Materials Horizons.
“Stiamo cercando di utilizzare queste particelle per migliorare le prestazioni di vernici e rivestimenti, a cui nessuno ha mai pensato”, spiega Xin Yong, assistente professore del J. Watson College of Engineering and Applied Science della Binghamton, uno degli autori dello studio.
I ricercatori hanno in particolare mescolato particelle Janus idrofile/idrofobe con alcune vernici disponibili in commercio.

Come risultato hanno ottenuto una vernice il cui lato idrofilo fa aderire meglio la stessa vernice ai rivestimenti mentre il lato idrofobo, rivolto verso la superficie, rende quest’ultima idrorepellente. Inoltre i ricercatori hanno notato che le stesse particelle si sono auto stratificate in maniera molto più rapida, cosa che non hanno ben compreso: “Spero che comprendendo appieno i principi dell’auto-stratificazione delle particelle Janus, saremo in grado di progettare materiali di rivestimento intelligenti di prossima generazione più rispettosi dell’ambiente con proprietà migliori”, spiega Shan Jiang, un ricercatore dell’Università Statale dell’Ohio che ha partecipato alla ricerca.

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