Passeri stanno scomparendo dalle città causa uso di erba artificiale nei parchi

I passeri (Passer domesticus) stanno diminuendo nelle aree urbane anche perché nelle città si sta sempre più sostituendo i suoli erbosi naturali con erba artificiale se non con il cemento o con l’asfalto, soprattutto nei parchi.
È questa la conclusione a cui è giunto uno team di ricercatori dell’Istituto di Biodiversità e Biologia Evolutiva di Cavanilles dell’Università di Valencia e dell’Università di Alicante.

Diversi studi hanno infatti mostrato che già dall’inizio del XX secolo il passero comune, un uccello associato agli insediamenti umani già dalla preistoria, è diminuito drasticamente in numero soprattutto nelle aree urbane.
Diverse sono le cause: mancanza di spazio per nidificare, sempre maggiore difficoltà a trovare cibo, maggior numero di predatori e inquinamento sempre più presente nelle città.

In diverse città, come nel centro di Londra, è praticamente impossibile trovare un passero e questo sorprende dato che diverse cronache degli anni 20 parlano di oltre 100 milioni di esemplari solo in città.
Secondo i ricercatori spagnoli, sarebbero i forti processi di riqualificazione avvenuti nelle città europee negli ultimi decenni ad avere influito negativamente sulle popolazioni di passeri “urbani”.

I ricercatori hanno in particolare studiato l’impatto della sostituzione del suolo nei parchi cittadini, suolo fatto da erba o di terreno nudo, con componenti artificiali, come cemento, asfalto o erba artificiale.
Dopo aver verificato gli effetti di questo tipo su 32 parchi di Valencia e dintorni nel corso di quattro anni, i ricercatori si sono accorti che in quei parchi in cui il suolo era stato sostituito dai suddetti componenti artificiali la popolazione di passeri era diminuita in media del 60% rispetto a quei parchi in cui invece il suolo era rimasto lo stesso.

Ad influire negativamente era anche la distanza tra i parchi stessi in quanto i passeri avrebbero potuto facilmente spostarsi da un parco all’altro se vicini.
Dato che la distanza media tra i parchi analizzati dai ricercatori risultava di 370 metri, ciò ha portato alla scomparsa degli uccelli i quali sono morti oppure sono migrati verso aree più lontane.

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