Passo avanti nell’archiviazione di dati in un singolo atomo

Credito: F. Natterer / EPFL

Un ulteriore passo è stato fatto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Fisica dell’EPFL per quanto riguarda la memorizzazione di dati digitali. In particolare, il passo avanti è stato fatto nel campo della memorizzazione di dati tramite magneti costituiti da singoli atomi.

Questi ultimi, bloccati su una superficie, sono in grado di memorizzare un singolo bit di dati. Lo stesso dato può essere scritto e letto utilizzando poi la meccanica quantistica. E dato che i singoli atomi possono essere assemblati insieme e soprattutto dato che occupano pochissimo spazio, con questa tecnica si può archiviare una quantità di dati enorme in relazione allo spazio occupato da eventuali ed ipotetici banchi di memoria costruiti con tale tecnologia.

Naturalmente ci sono ancora molti ostacoli da superare prima di poter implementare effettivamente una tecnologia del genere in dispositivi commerciali ma questa ricerca, apparsa su Physical Review Letters fa ben sperare.
I ricercatori sono infatti riusciti a dimostrare la stabilità a livello di temperature di un magnete fatto di un singolo atomo di olmio tramite la tecnologia della microscopia ad effetto tunnel.

Secondo i risultati, gli atomi di olmio isolati sono riusciti a rimanere stabile ad una temperatura di 45° kelvin (-233,15 gradi Celsius), temperatura alla quale poi hanno iniziato ad allenarsi maniera spontanea con un campo magnetico applicato. Ciò significa che questo sistema potrebbe essere utilizzato anche a temperature più valide a livello commerciale e non per forza con temperature bassissime, inapplicabili per dispositivi di massa.

Secondo Fabian Nattere, autore principale dello studio, “I magneti a singolo atomo presentano una prospettiva interessante perché la meccanica quantistica può offrire scorciatoie sui loro confini di stabilità, che potrebbero essere sfruttate in futuro”.

Fonti e approfondimenti

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