Patologie gastrointestinali nella prima fase della vita possono portare a problemi mentali secondo studio

Problemi gastrointestinali nella prima fase della vita possono avere un impatto sulla salute mentale da adulti secondo uno studio prodotto dalla Columbia University. La ricerca è stata pubblicata su Development and Psychopathology ed è stata condotta da Nim Tottenham, professore di psicologia alla Columbia. Quest’ultimo afferma chiaramente che i risultati che ha raccolto “indicano che i sintomi gastrointestinali nei bambini piccoli potrebbero essere una bandiera rossa per i medici di base per i futuri problemi di salute emotiva”.

Connessioni tra l’intestino e il cervello

Ricerche sulle connessioni tra l’intestino il cervello sono state pubblicate in gran numero tanto che, come cita l’articolo di presentazione di questo studio, storie di traumi o abusi sono stati riportati in più della metà degli adulti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS), una prevalenza doppia rispetto a quella dei pazienti senza questa patologia.
Secondo Bridget Callaghan, coautrice dello studio, già studi condotti sugli animali hanno dimostrato in passato che cambiamenti indotti nella microbioma intestinale possono influenzare lo sviluppo neurologico, tuttavia non sono stati condotti studi appropriati per quanto riguarda gli esseri umani.

La ricerca e i risultati

Lo studio ha analizzato i dati di 115 bambini adottati da orfanotrofi o affidatari prima o dopo dei due anni di età e di 229 bambini allevati da un operatore biologico.
Dopo aver esaminato il comportamento e le immagini cerebrali, i ricercatori hanno identificato i microbi presenti nelle feci esaminando in particolare l’abbondanza e la diversità dei batteri. I bambini che avevano avuto esperienze di interruzioni precoci di accudimento, ossia i bambini adottati, mostravano un microbioma intestinale diverso dai bambini allevati da operatori sanitari fin dalla nascita.
Inoltre i ricercatori scoprivano che determinati modelli di attività cerebrale erano correlati a determinati batteri.

Modifiche del microbioma utili per gli esseri umani?

Questo studio mostra dunque che i cambiamenti del microbioma intestinale sono fortemente correlati alle funzioni cerebrali. Dato che diversi studi su animali hanno mostrato che interventi dietetici e probiotici possono manipolare in meglio il microbioma intestinale e dunque migliorare anche gli effetti sul sistema nervoso centrale, è possibile che interventi del genere possano essere effettuati anche sugli esseri umani, anche se altre ricerche debbono essere effettuate come riferiscono gli stessi ricercatori dietro a questo studio.

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