Pelle d’oca, ecco perché non è sparita negli umani durante evoluzione

Abstract grafico dello studio (credito: DOI: 10.1016/j.cell.2020.06.031, Cell )

Nel tentativo di capire perché gli esseri umani sono caratterizzati dal fenomeno della “pelle d’oca“, un team di ricercatori dell’università di Harvard ha fatto una nuova scoperta interessante.
La pelle d’oca è un fenomeno che riguarda i peli sull’epidermide e che avviene quando il muscolo che si trova sotto la pelle comincia a contrarsi provocando l’erezione degli stessi peli.

Con la pelle d’oca la conducibilità termica dell’epidermide comincia a diminuire e dunque viene disperso meno calore dall’organismo.
Si tratta di un fenomeno che si rivela utile soprattutto per gli animali con pelliccia affinché si possano più efficientemente riparare dal freddo ma che, apparentemente, per gli esseri umani sembra alquanto inutile. Dunque perché questa caratteristica è rimasta nel corso dell’evoluzione umana?

I ricercatori hanno scoperto che la contrazione del muscolo sotto la pelle risulta necessaria per connettere il nervo simpatico alle cellule staminali del follicolo pilifero. Il nervo simpatico comincia a contrarsi in relazione al freddo: contrae il muscolo e causa, nel brevissimo termine, la cosiddetta pelle d’oca.
Il processo va però osservato anche sul lungo termine: esso serve anche ad attivare quelle cellule staminali del follicolo pilifero onde indurlo a far crescere nuovi peli.

In questo modo il corpo si premunisce accelerando la crescita dei peli sul medio-lungo termine in risposta alla condizione di freddo.
Il fenomeno, dunque, altera i comportamenti delle cellule staminali in base alla temperatura esterna, come spiega Ya-Chieh Hsu, professore di biologia rigenerativa dell’Università Nazionale di Taiwan, uno degli autori dello studio.
L’induzione alla crescita di nuovi peli sembra dunque essere la causa per la quale la pelle d’oca non è scomparsa negli esseri umani nel corso dell’evoluzione.

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