Pepe nero fa bene? Il parere dell’esperta

Credito: charlykushu, Pixabay

La professoressa in scienze della nutrizione, dell’alimentazione e della salute della Teesside University Laura Brown ha pubblicato un articolo su The Conversation in relazione agli effetti sul corpo umano del pepe nero. Quello che oggi chiamiamo “pepe nero” è rappresentato dalle bacche essiccate della pianta Piper nigrum. Di solito viene consumato in polvere dopo macinazione.[1]

Pepe nero contiene la piperina

Come spiega la Brown, il pepe nero è parte della medicina tradizionale indiana addirittura da migliaia di anni così come della medicina tradizionale cinese nella quale viene usata anche per contrastare l’epilessia.
Tuttavia il pepe nero è stato ben studiato ed anche la scienza moderna ha trovato caratteristiche positive. Il pepe nero contiene la piperina, un alcaloide che, oltre a fare del pepe nero una spezia dal sapore pungente e caratteristico, si rivela anche un ottimo antiossidante.[1]

Antiossidanti e radicali liberi

Un antiossidante è una molecola che assorbe i radicali liberi, sostanze nocive per il corpo, come spiega la professoressa. Troppi radicali liberi possono danneggiare le cellule e possono procurare effetti relativi all’invecchiamento oltre ad altri effetti sulla salute come un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, di artrite, di asma, di diabete e anche del cancro.[1]

Piperina e radicali liberi: l’esperimento del 2013

La Brown accenna anche ad uno studio condotto nel 2013[2] in cui un team di ricercatori aveva svolto un esperimento sui ratti. Questi ultimi, dopo essere stati divisi in gruppi, venivano alimentati o con una dieta normale oppure con una dieta ricca di grassi. Alcuni dei soggetti della dieta ricca di grassi venivano poi alimentati anche con pepe nero oppure, come integratore, con la piperina. I ratti alimentati anche con pepe nero oppure con piperina mostravano un numero più basso di marcatori relativi ai danni apportati dai radicali liberi rispetto ai ratti alimentati con una dieta ricca di grassi ma senza pepe nero o piperina.[1]

Piperina e artrite

La stessa piperina mostrato di avere anche delle proprietà antiinfiammatorie. Alcuni studi hanno suggerito, per esempio, spiega la ricercatrice, che la stessa piperina può ridurre i livelli di infiammazione e di dolore nei topi con artrite.[1]

Piperina e resveratrolo

Inoltre il pepe nero può far assorbire al corpo umano in maniera più efficiente il resveratrolo. Il resveratrolo è un antiossidante presente nel vino rosso, nelle arachidi e in alcuni frutti di bosco. Alcuni studi hanno mostrato che il resveratrolo può indurre un certo livello di protezione per l’Alzheimer, il diabete, le patologie cardiache e il cancro. Il resveratrolo, però, non viene assorbito bene dal corpo in quanto le molecole che lo compongono tendono a rompersi prima che possa giungere nel sangue.[1]

Piperina e curcumina

Il pepe nero sembra favorire anche l’assorbimento della curcumina, altro composto presente nella curcuma, un’altra spezia molto nota. Un team di ricercatori, per esempio, ha scoperto che consumare 20 mg di piperina con, in aggiunta, 2 grammi di curcumina può migliorare l’assorbimento della curcumina del 2000%.[3]

Piperina e beta-carotene

Infine il pepe nero sembra migliorare anche l’assorbimento del beta-carotene, un composto che si trova nella verdura e frutta e che il corpo umano usa per produrre vitamina A.[1]

Note e approfondimenti

  1. Black pepper: healthy or not?
  2. Antioxidant efficacy of black pepper (Piper nigrum L.) and piperine in rats with high fat diet induced oxidative stress: Redox Report: Vol 9, No 2 (DOI: 10.1179/135100004225004742)
  3. Therapeutic Roles of Curcumin: Lessons Learned from Clinical Trials – PMC (DOI: 10.1208/s12248-012-9432-8)

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