Peperoncino, altro studio mostra che fa vivere più a lungo e riduce morte per cancro

Ancora un nuovo studio sottolinea l’aspetto positivo a livello nutrizionale del peperoncino. Lo studio, che sarà presentato alle conferenze di quest’anno dell’American Heart Association, che si terranno dal 13 al 17 novembre, mostra che le persone che consumano il peperoncino tendono a vivere più a lungo e mostrano rischi più bassi di incorrere o di morire a causa di malattie dell’apparato cardiovascolare Torio o per il cancro.

Effetti positivi del peperoncino

Non è il primo studio che sottolinea quanto il peperoncino possa avere effetti positivi, soprattutto a livello antinfiammatorio, antiossidante, antitumorale e di regolazione di glucosio all’interno del sangue. Questi effetti positivi sono da ricondurre soprattutto la presenza di capsaicina, una sostanza presente nei peperoncini.
In questo caso i ricercatori hanno usato i dati di 4729 studi precedenti per un totale di più di 570.000 persone provenienti da Stati Uniti, Italia, Cina e Iran.

Le persone che mangiavano regolarmente peperoncino, rispetto a quelle persone che non lo mangiavano mai oppure lo mangiavano raramente, mostravano una riduzione del 26% per quanto riguarda la mortalità cardiovascolare, del 23% per la mortalità per il cancro e del 25% per la mortalità per tutte le cause.

C’è bisogno di più ricerca per capire perché peperoncino sembra fare bene

Secondo Bo Xu, cardiologo del Cleveland Clinic’s Heart, Vascular & Thoracic Institute di Cleveland, nonché autore senior dello studio, questi risultati mostrano che in generale fattori dietetici svolgono un ruolo molto importante per la salute generale. Tuttavia i risultati legati agli effetti positivi del peperoncino sono perlopiù ad oggi sconosciuti: “Pertanto, è impossibile affermare con certezza che mangiare più peperoncino può prolungare la vita e ridurre i decessi, soprattutto per fattori cardiovascolari o cancro. C’è bisogno di più ricerca, soprattutto di più prove, da studi controllati randomizzati per confermare questi risultati preliminari”.

Altri composti benefici oltre alla capsaicina

Lo stesso ricercatore notato che, confrontando i numerosi dati avuti a disposizione, le stesse tipologie nonché la quantità di peperoncino erano abbastanza variabili quindi è difficile anche trarre conclusioni sulla quantità, sulla qualità e sulle tipologie di consumo di questo vegetale per ottenere benefici migliori. Ulteriori ricerche più approfondite, evidentemente, andranno affrontate in futuro anche per capire quali sono i composti all’interno di questo frutto, oltre alla capsaicina, maggiormente responsabile degli effetti positivi.

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