Per quanto tempo un granello di sabbia resta sepolto nel fondale marino? È possibile calcolarlo

Per quanto tempo un granello di sabbia può restare sepolto sotto il fondo del mare? Sembra una domanda a cui è impossibile rispondere ma un gruppo di ricercatori dell’Università di Wageningen hanno escogitato un metodo per riuscirci.
Un granello di sabbia, anche se sepolto per lunghi periodi di tempo, accumula comunque un certo livello di luminescenza. Si può poi analizzare un granello per calcolare il livello di luminescenza con una fotocamera molto sensibile.

Con una fotocamera del genere, infatti, è possibile scattare un’immagine di un granello di sabbia con un livello di precisione mai raggiunto prima. Con metodi del genere è possibile persino capire da dove proviene il granello di sabbia e come è finito sul fondo dell’oceano.
La luminescenza si accumula nel granello a causa delle radiazioni radioattive naturali, anche se ad un livello molto basso. Quando la luce colpisce il granello, viene rilasciato il segnale di luminescenza. Proprio per questo i ricercatori hanno raccolto i campioni senza esporli alla luce prima dell’analisi effettuata presso i laboratori del Centro olandese per la datazione della luminescenza (NCL).

Esposto per la prima volta alla luce della “camera oscura” del laboratorio, il granello rilascia il segnale di luminescenza il quale poi viene misurato da ricercatori per stimare per quanto tempo è stato sepolto.
A cosa può essere utile sapere informazioni del genere? Lo spiega Anna-Maartje de Boer, studentessa della suddetta università che sta analizzando i granelli di sabbia del fondo del mare di Wadden per comprendere maggiormente la distribuzione della sabbia dei fondali: “Nel 2018, 5 milioni di metri cubi di sabbia sono stati consegnati al delta di marea tra le isole Wadden di Terschelling e Ameland come parte di un più ampio programma di rifornimento di sabbia per proteggere la costa. Usiamo tecniche di luminescenza insieme a modelli per mappare la distribuzione del rifornimento e comprendere i suoi effetti fisici ed ecologici sull’ecosistema costiero. Stiamo lavorando insieme alla Università Tecnologica di Delft e al NIOZ.”

Con metodi simili, tra l’altro, è possibile anche studiare i segnali di termoluminescenza di granelli, un tipo di segnale che viene ripristinato dalla temperatura, non dalla luce.

Note e approfondimenti

  1. Light reveals the origin of a grain of sand (IA)
  2. NCL Geochron (IA)

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Data articolo