Percezione di odori fantasma: un americano su 15 ne soffre secondo studio

Un americano su 15 con un età superiore ai quarant’anni sperimenta i cosiddetti “odori fantasma” secondo uno nuovo studio pubblicato su JAMA Otolaryngology-Head and Neck Surgery. Si tratta di una condizione, definita anche fantosmia, durante la quale un essere umano porre percepire odori in realtà non esistenti nell’ambiente circostante.
Oltre che di origine psicologica, la condizione può essere causata anche da problemi relativi al sistema nervoso oltre che da stati di schizofrenia o da altre patologie quali secchezza delle fauci o trauma cranico.

Secondo lo studio una persona su 15, o il 6,5%, con un età superiore ai quarant’anni sperimenta odori fantasma, come ad esempio quelli relativi alla cenere oppure a capelli in fiamme.
Condotto da Kathleen Bainbridge, ricercatrice dell’Istituto nazionale sulla sordità e altri disturbi della comunicazione (NIDCD) statunitense, lo studio ha utilizzato i dati di 7417 partecipanti oltre quarant’anni dal National Health and Nutrition Examination Survey 2011-2014 (NHANES).

Secondo Judith A. Cooper, Ph.D., direttrice del NIDCD, “I problemi con il senso dell’olfatto sono spesso trascurati, nonostante la loro importanza. Possono avere un grande impatto sull’appetito, le preferenze alimentari e la capacità di annusare segnali di pericolo come fuoco, fughe di gas e cibo avariato”.

La capacità di annusare e in generale di percepire in maniera distinta gli odori diminuisce con l’avanzare dell’età ma la percezione di odori fantasmi, in alcuni specifici casi, aumenta parallelamente.
Gli stessi ricercatori hanno ipotizzato che persone con uno status socio-economico inferiore possono essere più soggette alla percezione di odori fantasmi in quanto più comunemente esposte a inquinanti e tossine ambientali oppure caratterizzate da condizioni di salute peggiori.

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