Percezione visiva cosciente avviene al di fuori del sistema visivo

i ricercatori hanno mostrato la notevole Differenza che c'è tra il percorso percepito (lusorio) rispetto al percorso reale (fisico) della Gabor patch (credito: Sirui Liu e Patrick Cavanagh)

La percezione cosciente della posizione visiva è collocata nei lobi frontali del cervello e non nel sistema visivo della parte posteriore dello stesso cervello: lo rileva un nuovo studio pubblicato su Current Biology e realizzato da ricercatori del Dartmouth College.
Si tratta di uno studio che potrà essere d’aiuto per determinare a livello scientifico il significato della coscienza e soprattutto dove questa può essere collocata, se collocabile, all’interno del cervello.

Spiega nel comunicato stampa che presenta lo studio Sirui Liu, studente laureato in Scienze psicologiche e cerebrali al Dartmouth e autore principale della ricerca: “Il nostro studio dimostra chiaramente che il sistema visivo non rappresenta ciò che vediamo, ma rappresenta il mondo fisico. Ciò che vediamo emerge più avanti nella gerarchia di elaborazione, nelle aree frontali del cervello che di solito non sono associate all’elaborazione visiva”.

Il ricercatore ha effettuato esperimenti su vari partecipanti ai quali venivano presentati degli stimoli visivi e poi veniva loro richiesto di completare alcuni compiti comportamentali. I cervelli degli stessi partecipanti venivano analizzati tramite fMRI.
In alcune sedute i partecipanti dovevano fissare un punto nero sul lato sinistro dello schermo di un computer mentre un altro punto che appariva ad intermittenza bianco o nero si muoveva nella parte periferica dello schermo, un test noto come Gabor patch.

Spiega i risultati Patrick Cavanagh, professore a Dartmouth e autore senior dello studio: “I nostri dati confermano fermamente che le aree frontali sono fondamentali per l’emergere della percezione cosciente. Mentre la ricerca precedente ha da tempo stabilito che i lobi frontali sono responsabili di funzioni come il processo decisionale e il pensiero, i nostri risultati suggeriscono che quest’area del cervello è anche il punto finale per percepire dove si trovano gli oggetti”.

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