Persone arrivate in Nordamerica prima di quanto pensato e non per vie centrali

I ricercatori ipotizzano che primi esseri umani giunti nell'area degli odierni Stati Uniti centrali abbiano viaggiato lungo la costa ed abbiano poi proseguito verso l'interno attraversando il fiume Columbia (credito: today.oregonstate.edu) (DOI: 10.1126/science.aax9830)

Analizzando vari strumenti di pietra e altre tipologie di manufatti prelevati da uno scavo archeologico nell’Idaho occidentale, un gruppo di ricercatori è giunto alla conclusione che le persone sono giunte in quest’area almeno 16.000 anni fa, ossia 1000 anni prima di quanto calcolato da ricerche precedenti.

Lo studio, pubblicato su Science , rafforza inoltre l’idea relativa al fatto che la prima migrazione umana nel Nordamerica partita dal Nord, ossia dall’area dell’attuale Alaska, non abbia poi seguito un tragitto per vie centrali ma avrebbe seguito una rotta lungo la costa del Pacifico per poi deviare verso l’interno attraversando il fiume Columbia.
Lo specifica Loren Davis, professore di antropologia all’Università Statale dell’Oregon, nonché autore principale dello studio.

I resti sono stati prelevati dal sito di Cooper’s Ferry, una località che si trova lungo il fiume Salmon.
Secondo il ricercatore, le prime popolazioni che si avventurarono lungo la costa del Pacifico attraversarono il fiume Columbia, di cui il Salmon è un affluente, utilizzandolo sostanzialmente come un corridoio per migrare all’interno del Nordamerica.

“I tempi e la posizione del sito di Cooper’s Ferry sono coerenti e spiegati più facilmente come risultato di una migrazione costiera del Pacifico in anticipo”, spiega il ricercatore nel comunicato stampa.
Molti degli ultimi artefatti trovati nel sito di Cooper’s Ferry mostrano infatti un’età compresa tra 15.000 e 16.000 anni fa tramite la radiazione al radiocarbonio.
Precedentemente altre datazioni mostravano che i reperti più vecchi risalivano ad un periodo tra 13.000 e 14.000 anni fa.

Questo studio contrasta la teoria denominata “Clovis First” secondo la quale le prime popolazioni ad arrivare nell’area degli odierni Stati Uniti dopo aver attraversato la Siberia ed essere entrati, attraverso lo stretto di Bering, nell’area dell’attuale Alaska viaggiarono attraverso un’apertura della calotta glaciale situata nell’area dell’attuale Dakota.
Questa teoria ipotizza che questo corridoio non ghiacciato fosse aperto già 14.800 anni fa.

“Ora abbiamo buone prove che le persone giunsero nell’Idaho prima dell’apertura di quel corridoio”, riferisce il ricercatore. “Questa prova ci porta a concludere che i primi popoli si spostarono a sud delle calotte glaciali continentali lungo la costa del Pacifico.”

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