Pesci si spostano sempre più vicino superficie del mare per mancanza di ossigeno

Costa occidentale degli Stati Uniti (mappa in alto), il Canale di Santa Barbara e le stazioni CalCOFI (mappa al centro) e le posizioni di rilevamento dei pesci in tre scogliere naturali (mappa in basso) (credito: DOI: 10.1111/gcb.15821 - Meyer‐Gutbrod - - Global Change Biology - Wiley Online Library)

I pesci si stanno spostando sempre più in acque meno profonde a causa dei livelli di ossigeno sempre più bassi secondo uno studio condotto da Erin Meyer-Gutbrod, ricercatrice dell’Università della Carolina del Sud che ha collaborato con colleghi dell’Università della California a Santa Barbara.
La ricercatrice ha usato i dati raccolti nel corso di circa 15 anni relativi a diverse specie di pesci le quali tendono a spostarsi in acque meno profonde. Lo studio è stato pubblicato su Global Change Biology.

Ossigeno sta diminuendo in tutti i livelli di profondità

I ricercatori hanno esaminato il tratto che va da 50 a 350 m di profondità al largo tra Anacapa e le isole di Santa Cruz nel sud della California rilevando che l’ossigeno sta diminuendo in tutti i livelli di profondità presi in considerazione. E i pesci sembrano spostarsi nelle zone più vicine alla superficie, dove il livello di ossigeno è “relativamente più alto”, come spiega la stessa Meyer-Gutbrod.

Perché le concentrazioni di ossigeno nei mari stanno diminuendo?

Perché le concentrazioni di ossigeno nei mari stanno diminuendo? Le cause sono molteplici ma quella principale molto probabilmente è dovuta all’innalzamento delle temperature medie delle acque. Una massa d’acqua più calda, infatti, tende a trattenere meno ossigeno disciolto.

Miscelazione atmosferica

Nelle acque meno profonde c’è più ossigeno perché esiste un fenomeno di miscelazione atmosferica che favorisce la dissoluzione dello stesso ossigeno. Con le temperature medie globali che si stanno alzando sempre più, però, le differenze di densità tra l’acqua fredda più profonda e l’acqua calda più superficiale stanno diventando sempre più ampie e quindi l’ossigeno tende a mescolarsi sempre meno.
Ciò, a sua volta, sta influenzando la distribuzione dei pesci in relazione alla profondità.

Un terzo delle specie analizzate è migrato verso l’alto

Nel corso del periodo preso in considerazione (15 anni) i ricercatori hanno scoperto che quattro delle 60 specie di pesci analizzate si spostavano in acque più profonde ma ben 19 erano migrate in acque meno profonde. Ciò vuol dire che un terzo delle specie di pesci analizzate si sono spostate in aree marine più superficiali, un risultato che secondo i ricercatori è sorprendente: “Personalmente penso che sia un risultato notevole in un periodo di tempo così breve”, spiega la Meyer-Gutbrod.

Fisiologia dei pesci potrebbe non sopportare cambiamento

Ciò deve essere ricondotto senza dubbio a livelli di ossigeno in quanto i ricercatori hanno misurato anche le temperature e la salinità i cui livelli sono rimasti relativamente costanti nel periodo di tempo considerato.
Secondo Milton Love, un ricercatore del Marine Science Institute della UC Santa Barbara e altro autore dello studio, molti di questi pesci potrebbero essere spinti in aree che la loro fisiologia non potrebbe essere in grado di sopportare.

Note e approfondimenti

  1. Moving on up: Vertical distribution shifts in rocky reef fish species during climate‐driven decline in dissolved oxygen from 1995 to 2009 – Meyer‐Gutbrod – – Global Change Biology – Wiley Online Library (IA) (DOI: 10.1111/gcb.15821)

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