Peste suina africana si diffonde anche in Bulgaria e Romania, centinaia di migliaia i maiali abbattuti

Anche la Bulgaria e la Romania sono alle prese con la peste suina africana, l’infezione virale che sta colpendo i maiali nelle fattorie e negli allevamenti in varie zone del mondo, principalmente in Asia.

Diversi allevatori in Bulgaria e in Romania stanno ricevendo avvisi dalle autorità locali di uccidere tutti o buona parte dei maiali a seguito delle analisi condotte sempre più frequentemente dagli esperti per verificare l’espansione e la diffusione dei focolai infettivi.

Solo in Bulgaria e in Romania negli ultimi mesi i maiali abbattuti sono centinaia di migliaia e gli stessi allevatori, per bocca di Mary-Eugenia Pana, responsabile di un’associazione rumena di allevatori di maiali che rilascia alcune dichiarazioni alla AFP, si dichiarano preoccupati e spaventati ritenendo che le stesse autorità mostrano di non stare al passo con la diffusione di questa malattia.

In Romania sarebbero più di 1200 i focolai di infezioni di peste suina africana accertati, secondo i dati forniti dalla commissione europea, e c’è già chi parla di “disastro”.
Il virus della peste suina africana è stato rilevato per la prima volta in Europa in Giorgia e in Russia nel 2007 e da allora si è trasferito in quasi tutti i paesi, dall’Italia alla Polonia.

Questa malattia provoca una febbre emorragica nei suini (così come nei cinghiali) e la percentuale di decessi risulta ad oggi ancora molto alta anche perché non esiste ancora un vaccino.
L’unico metodo attuato fino ad ora per limitare la diffusione dei focolari è l’abbattimento, un sistema che però colpisce soprattutto gli allevatori più piccoli.

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