Pesticidi aumentano rischio di schistosomiasi favorendolo diffusione dei vermi parassiti

I ricercatori hanno esaminato 48 corpi d'acqua corrente in Kenya (credito: UFZ)

Un team di ricercatori del Centro per le Ricerche Ambientali Helmholtz ha scoperto che i pesticidi possono indirettamente aumentare il rischio di diffusione della schistosomiasi, una malattia tropicale.
Il parassita che la procura, infatti, vive spesso all’interno del corpo di lumache d’acqua dolce e i ricercatori hanno scoperto che i corpi d’acqua contaminati dai pesticidi utilizzati per l’agricoltura contribuiscono alla proliferazione di queste lumache, cosa che naturalmente aumenta il rischio di diffusione del parassita anche nei corpi degli esseri umani.

La schistosomiasi è una malattia che colpisce da 200 a 300 milioni di persone in tutto il mondo. Secondo la OMS sono circa 200.000 le morti che avvengono ogni anno causate da questa malattia infettiva e coloro che non sono infetti di solito sono troppo deboli per svolgere le azioni quotidiane o per andare a lavorare, cosa che procura anche degli effetti socioeconomici negativi non indifferenti in regioni non molto sviluppate a livello economico come quelle centroafricane.

Il verme parassita che procura questa malattia può depositarsi nella parete intestinale dell’essere umano così come nella vescica o nel fegato e può poi portare alla morte. Si diffonde grazie ai corpi idrici contaminati, come spiega Matthias Liess, ecotossicologo che ha svolto lo studio in Kenya insieme ai membri del suo team.
I ricercatori hanno scoperto che anche concentrazioni molto piccole di pesticidi possono indirettamente favorire le lumache d’acqua dolce che trasportano questo parassita.

Questo perché gli stessi pesticidi determinano la morte di molti dei predatori concorrenti delle lumache e ciò mette queste ultime in condizioni ottimali per proliferare.
Se le uova del verme parassita entrano in un corpo d’acqua, ad esempio un lago, un fiume o uno stagno, attraverso le feci di persone infette, esse si schiudono in larve e si introducono nei corpi delle lumache d’acqua dolce riproducendosi in modo asessuato.

Una sola larva può produrre diverse migliaia di cercarie (lo stadio successivo a quello della larva). Raggiunto un certo stadio, i vermi poi fuoriescono dal corpo delle lumache e si riversano nell’acqua.
Da questo elemento possono poi facilmente penetrare nel corpo degli esseri umani per poi diventare più grandi fino a raggiungere lo stadio di verme adulto (possono arrivare anche a 2 cm di lunghezza).

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