
C’è una teoria riguardante la nascita di Phobos e Deimos, le piccole lune che orbitano intorno a Marte. Secondo questa teoria una volta facevano parte di un’unica luna che poi si è divisa a seguito dell’impatto con un oggetto grande, una teoria denominata anche “ipotesi della scissione”. Secondo un nuovo studio apparso su Planetary Science Journal questa teoria non ha molto fondamento.
Il mistero dell’origine di Phobos e Deimos
Come spiega Universe Today, l’origine di queste due piccole lune è stata un mistero per molti anni. Il fatto è che Phobos e Deimos sono molto piccole (rappresentano solo una piccola frazione della nostra Luna, per esempio). La prima misura solo 22 km di diametro, la seconda solo 12. Sono caratterizzate, inoltre, da un periodo orbitale molto veloce (7 ore e 39 minuti la prima e 30 ore e 18 minuti la seconda).
Le due ipotesi principali
Un’ipotesi forse un po’ più diffusa tra gli astronomi ci dice che queste due piccole lune in realtà erano degli asteroidi che sono poi stati “catturati” dall’attrazione gravitazionale di Marte. In particolare si trattava di asteroidi di tipo D, fatti di vari elementi tra cui l’acqua. C’è poi l’ipotesi dell’impatto con Marte: un corpo grande si è scontrato con il pianeta e ha provocato la nascita di un disco di materiali da cui poi si sono formate le due lune. Si tratta di un approccio che è stato usato anche per spiegare l’origine della nostra Luna.
La terza ipotesi
Tuttavia la terza ipotesi è quella dell’impatto con un terzo corpo di una luna che già esisteva intorno a Marte. Questa luna si sarebbe frantumata a seguito dell’impatto e i detriti avrebbero poi formato un anello intorno a Marte dal quale sono nati Phobos e Deimos.
È molto improbabile che Phobos e Deimos fossero in origine un unico corpo
I ricercatori, guidati da Ryuki Hyodo, del Dipartimento di Scienze del Sistema Solare dell’ISAS (agenzia spaziale giapponese), hanno voluto verificare proprio questa ipotesi. Hanno condotto delle simulazioni realizzando vari modelli di probabili sistemi satellitari intorno a Marte giungendo alla conclusione che è molto improbabile che Phobos e Deimos fossero in origine un unico corpo. La difficoltà principale sta nel fatto che dopo la “scissione”, a seguito di questo grande impatto con un altro corpo, le due lune si sarebbero catastroficamente “autodistrutte” perché si sarebbero scontrate tra di loro. Questo ulteriore impatto tra le due lune avrebbe lasciato un anello di detriti che oggi dovrebbe trovarsi ancora li.
Missioni di ritorno
Per avere idee più chiare, in ogni caso, dovrebbero essere effettuate missioni che dovrebbero prelevare campioni dai due satelliti affinché possa essere analizzati. E già diverse agenzie spaziali, tra cui la NASA, quella europea e quella giapponese, stanno valutando la fattibilità di “emissioni di ritorno” che possano portare campioni di Phobos e Deimos sulla Terra.

