Phobos formatosi a seguito di impatto su Marte secondo nuove prove

Phobos (sullo sfondo Marte), credito: G. Neukum (FU Berlin) et al./ Mars Express/ DLR/ ESA; Acknowledgement: Peter Masek

Le due lune marziane Phobos e Deimos hanno da sempre affascinato gli astronomi, soprattutto riguardo alla loro formazione. Secondo una delle teorie, le due lune erano un tempo asteroidi poi catturati dalla forza di gravità di Marte.
C’è poi un’altra teoria secondo cui si sarebbero formate a seguito di impatti di corpi astronomici sul pianeta rosso, avvenimenti che avrebbero fatto schizzare fuori dall’atmosfera grosse quantità di materiale, finito poi in orbita, che è andato a formare le due lune.

È proprio riguardo a questa seconda teoria che ammicca una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Geophysical Research: Planets, almeno per quanto riguarda la formazione di Phobos.
Il geologo della Stony Brook University di New York Tim Glotch ha analizzato vari set di dati provenienti dalla sonda Mars Global Surveyor. Ha poi confrontato questi dati con le caratteristiche dei resti di un meteorite caduto sulla Terra vicino al lago Tagish, in Canada. In particolare han sottoposto questi resti a condizioni simili a quelle di Phobos che avverte cambiamenti estremi di temperatura a seconda del lato posto verso il Sole.

Le analisi effettuate rafforzano l’idea che i materiali che compongono Phobos non siano poi tanto diversi da quelli che compongono la crosta di Marte, come dichiara lo stesso Glotch: “Abbiamo scoperto che, a queste lunghezze d’onda, il meteorite del lago Tagish non assomiglia affatto a Phobos, e in effetti ciò che corrisponde a Phobos più da vicino, o almeno a una delle caratteristiche dello spettro, è il basalto in polvere, che è una comune roccia vulcanica, ed è ciò di cui la maggior parte della crosta marziana è fatta. Questo ci porta a credere che forse Phobos potrebbe essere un residuo di un impatto che si è verificato all’inizio della storia di Marte”.

Fonti e approfondimenti



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