Pianeta gioviano completa orbita intorno a stella ogni 18 ore

È probabilmente l’esopianeta con il periodo orbitale più breve tra quelli osservati l’oggetto individuato dagli astronomi dell’Università di Warwick.
Si tratta di un gioviano caldo che orbita intorno alla sua stella in poco più di 18 ore. Questo vuol dire che il suo anno dura meno di un giorno terrestre.

Esopianeta NGTS-10b è il 20% più grande di Giove

Lo studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, potrebbe rivelarsi molto utile per capire quando gli esopianeti si avviano inesorabilmente alla distruzione nel momento in cui si avvicinano troppo alla loro stella.
Il pianeta, denominato NGTS-10b, è di circa il 20% più grande di Giove, si trova ad una distanza di circa 1000 anni luce da noi ed è stato scoperto grazie al Next-Generation Transit Survey (NGTS) con il metodo del transito.

Si trova 27 volte più vicino alla stella rispetto a Mercurio

La stella intorno a cui orbita, come spiega James McCormac del Dipartimento di Fisica dell’università inglese, autore principale dello studio, non è molto diversa dal nostro Sole e il suo raggio è circa 70% del raggio del Sole.
Il pianeta si trova 27 volte più vicino alla sua stella di quanto Mercurio lo sia rispetto al Sole, così vicino che si trova quasi al punto in cui le forze di marea provocate dall’attrazione gravitazionale della stella arrivano poi a distruggere il pianeta stesso.

Pianeti gioviani così vicini a stella rari

Molto probabilmente ha una faccia sempre rivolta verso la stella, come quasi sempre accade con pianeti che orbitano così vicino.
Gioviani caldi gassosi con orbite così brevi si sono rivelati abbastanza rari, nonostante siano poi più agevoli da individuare rispetto ad altri pianeti con il metodo del transito che prevede l’individuazione del suo passaggio davanti alla sua stella dal nostro punto di vista.

Migrano dall’esterno del sistema

Di tutti i gioviani caldi individuati (si parla di centinaia), solo sette hanno un periodo orbitale che è inferiore alla durata di un giorno terrestre.
“Si pensa che questi pianeti ultra-corti migrino dai confini esterni dei loro sistemi solari e alla fine vengano consumati o distrutti dalla stella”, spiega David Brown, altro autore dello studio.

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