Pianeti “a guscio d’uovo”, con crosta sottilissima, potrebbero esistere secondo scienziato

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Potrebbero esistere pianeti “a guscio d’uovo” secondo un nuovo studio condotto da Paul Byrne, un geologo planetario della Washington University di St Louis. Secondo i calcoli effettuati dallo scienziato, sarebbero infatti possibili esopianeti rocciosi ma con uno strato roccioso solido esterno così fragile e “ultrasottile”, come viene definito nel comunicato sul sito della stessa Università di St Louis, che la consistenza potrebbe essere paragonata a quella del guscio di un uovo.

Litosfere degli esopianeti

Il ricercatore ha voluto capire come potrebbe essere la litosfera, denominazione che si usa per indicare la parte superiore della crosta terrestre, quella su cui battiamo i piedi, di un ipotetico pianeta in base a vari parametri planetarie stellari.
In particolare ha voluto capire se un pianeta con una crosta solida molto sottile, misurabile in pochi km, potrebbe esistere e se un pianeta del genere potrebbe avere una geologia simile a quella della Terra, con montagne e valli, e una tettonica a zolle, come quella del nostro pianeta. Sulla Terra la tettonica a zolle è fondamentale per la regolazione della temperatura su scale temporali geologiche e quindi anche la tettonica a zolle deve essere considerata come un fattore importante per stimare l’abitabilità di un pianeta.

Temperatura superficiale influenza spessore della crosta

Hanno preso dunque in considerazione varie tipologie di mondi rocciosi generici delle dimensioni della Terra. Il ricercatore scopriva che, almeno nei modelli che ha preso in esame, in effetti fattori come la massa del pianeta, la sua distanza dalla stella e anche la sua età hanno un ruolo su quanto può essere spessa la litosfera. Tuttavia il fattore che sembra più influenzare lo spessore dello strato più esterno della crosta è la temperatura superficiale.
I modelli suggerivano, inoltre, che i pianeti più piccoli, più vecchi o più lontani dalla stella probabilmente hanno più probabilità di avere strati superficiali spessi e rigidi.

I pianeti a guscio d’uovo

In alcuni dei modelli, però, i pianeti sembravano avere uno strato crostale spesso solo pochi km. Il comunicato definisce questi ultimi come “pianeti a guscio d’uovo”.
La superficie di un pianeta del genere potrebbe assomigliare a quella delle pianure di Venere con vaste distese di lava e pochi rialzi in quanto la litosfera sarebbe troppo sottile anche a causa delle temperature superficiali roventi.
Lo scopo principale di ricerche del genere è quello di capire quanto è unica la Terra e a quali pianeti dovremmo dare la priorità per quanto l’osservazione effettuata con i futuri telescopi.

Note e approfondimenti

  1. The Effects of Planetary and Stellar Parameters on Brittle Lithospheric Thickness – Byrne – 2021 – Journal of Geophysical Research: Planets – Wiley Online Library (IA) (DOI: 10.1029/2021JE006952)

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