Pianeti del sistema TRAPPIST-1 non sufficientemente bombardati? L’implicazione per la vita

Credito: Angel Soler Gollonet, Shutterstock, ID: 595743113

Un team di ricercatori ha eseguito un’analisi particolare del sistema di TRAPPIST-1. Si tratta di un interessante sistema distante da noi all’incirca 40 anni luce nel quale sono stati scoperti già sette esopianeti di dimensioni terrestri, cosa che ha subito messo in luce la possibilità che questi pianeti possano risultare abitabili per la vita.

Fenomeno del “bombardamento” dei pianeti rocciosi

I ricercatori hanno analizzato, tramite modelli al computer, la fase di bombardamento della formazione planetaria del sistema. In pratica quando si formano pianeti rocciosi c’è una fase iniziale in cui numerosi asteroidi e in generale pezzi di roccia si scontrano con i pianeti (si crede che durante il caos della formazione iniziale gli impatti possano avvenire anche tra i pianeti stessi). Una fase di bombardamento è avvenuta, tra l’altro, ha visto partecipi anche i pianeti interni del sistema solare, compresa la Terra.

Asteroidi trasportano elementi necessari per la vita?

Il fenomeno del “bombardamento” dei pianeti rocciosi è di rilievo secondo gli astronomi in quanto sono molto forti i sospetti che gli stessi asteroidi possano aver agevolato la nascita della vita sulla Terra grazie al trasporto di acqua e di altri elementi, come spiega Sean Raymond dell’Università di Bordeaux, uno degli autori dello studio. Quest’ultimo è stato pubblicato su Nature Astronomy.

Speciale configurazione di risonanza orbitale dei pianeti di TRAPPIST-1

I ricercatori hanno preso in considerazione la speciale configurazione di risonanza delle orbite dei pianeti intorno alla stella TRAPPIST-1. Si tratta di una configurazione particolare perché i periodi orbitali dei sette pianeti scoperti intorno a questa stella formano dei rapporti quasi perfetti: per farci comprendere, il comunicato della Rice University ci spiega che se otto anni passano su un pianeta più interno, cinque passano su quello più esterno, tre su quello ancora più esterno, eccetera.
Queste “catene risonanti” in termini orbitali sembrano formarsi quando i pianeti ancora giovani migrano vicino alla loro stella prima che i dischi protoplanetari, quelli da cui si formano i pianeti, scompaiano.

Pianeti di TRAPPIST-1 formatesi molto velocemente?

I risultati conseguiti dalle modellazioni al computer da parte di ricercatori suggeriscono che i pianeti scoperti intorno a TRAPPIST-1 si siano formati molto velocemente, un tempo paragonabile a circa un decimo del tempo che la Terra ha impiegato per formarsi. Probabilmente la configurazione a ” risonante” delle orbite si è formata prima che i dischi di formazione dei pianeti sono scomparsi.

Pianeti che si formano troppo presto e possibilità di vita

Ciò può a sua volta significare, secondo i ricercatori della Rice, che questi pianeti, fin dall’inizio, non hanno mai subito impatti giganteschi durante la fase di bombardamento e quindi di fin dall’inizio devono aver avuto almeno un po’ di atmosfera di idrogeno. Ciò ha implicazioni per l’abitabilità degli stessi pianeti.
La conclusione è che i pianeti del sistema TRAPPIST-1 potrebbero essersi formati troppo presto, potrebbero non essere riusciti ad accumulare molto gas dal disco e potrebbero non aver avuto la possibilità di ottenere acqua e elementi volatili essenziali per la vita tramite i bombardamenti. Sempre supponendo che la maggior parte dell’acqua su un pianeta arrivi tramite gli impatti di asteroidi e corpi esterni.

Note e approfondimenti

  1. Orbital harmony limits late arrival of water on TRAPPIST-1 planets | Rice News | News and Media Relations | Rice University
  2. An upper limit on late accretion and water delivery in the TRAPPIST-1 exoplanet system | Nature Astronomy (DOI: 10.1038/s41550-021-01518-6)

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