Pianeti orbitanti vicinissimo a nane bianche esistono, possibile anche vita?

Rappresentazione artistica del pianeta gassoso WD 1856b Che orbita intorno ad una nana bianca (credito: Goddard Space Flight Center della Nasa)

Un pianeta, denominato WD 1856b, che “viola tutte le convenzioni comuni su stelle e pianeti” è stato scoperto da un team di ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison intorno ad una stella nana bianca distante circa 80 anni luce.
La particolarità principale di questo pianeta, oltre a quella di essere più grande della stella intorno alla quale orbita, sta nel fatto che orbita vicinissimo alla sua stella senza però mostrare segni di lacerazione causata dalla stessa attrazione gravitazionale.
Questa particolarità, tra le altre cose, mostra che i pianeti possono esistere anche in orbite così ravvicinate senza che per questo debbano venire automaticamente distrutti, cosa che mostra la possibilità di esistenza della vita sui pianeti nelle cosiddette “zone abitabili” intorno alle nane bianche.

Cosa sono le nane bianche

Le nane bianche possono essere considerate dei residui di stelle simili al Sole, solo molto più piccole, tanto che possono raggiungere dimensioni della Terra. Sono però più pesanti del nostro pianeta, tanto che possono raggiungere la metà della massa del Sole stesso.
Proprio per la loro massa e al contempo per la loro grandezza, queste tipologie di stelle creano a volte effetti interessanti in relazione alla gravità che possono imprimere sugli oggetti che orbitano intorno a loro.

Stiamo vedendo il Giove dell’estremo futuro del sistema solare?

Quello individuato dai ricercatori è un pianeta di tipo gassoso e la sua particolarità sta nel fatto che orbita incredibilmente vicino alla stella tanto che riesce ad eseguire un giro completo ogni 34 ore.
Si tratta di un sistema bizzarro, evidentemente mai individuato prima, che non solo conferma quanto diversi possono essere i sistemi stellari ma offre è anche uno sguardo a come potrebbe apparire il nostro sistema solare in futuro, quando il Sole, dopo essersi ingrandito enormemente, si sarà trasformato in una nana bianca. Il pianeta bizzarramente vicino che oggi gli scienziati hanno scoperto potrebbe forse essere il Giove del futuro.
“Non abbiamo mai visto prove prima di un pianeta che si avvicina così tanto a una nana bianca e sopravvive. È una piacevole sorpresa”, spiega Andrew Vanderburg, assistente professore del Dipartimento di Astronomia della UW-Madison, uno degli autori dello studio pubblicato su Nature.

Nana bianca con strana nube di detriti

I ricercatori hanno usato i dati del telescopio spaziale TESS e di due telescopi terrestri situati alle Canarie. La scoperta è stata possibile grazie alla curiosità dello stesso Vanderburg: mentre esaminava alcuni dati tra quelli raccolti da TESS, il ricercatore ha notato una nana bianca caratterizzata da una strana nuvola di detriti intorno ad essa. Quella nuvola di detriti poteva essere solo il risultato di un pianeta oppure un asteroide che, mentre orbitava intorno alla nana bianca, veniva fatto a pezzi dalla stessa forza di gravità della stella.
Questa prima scoperta lo ha incuriosito al punto che si è chiesto se potessero esistere pianeti molto grandi che riescano a resistere e a sopravvivere con orbite così vicine.

Scoperta del pianeta gassoso intorno alla una bianca

Ha dunque cominciato a scansionare i dati di migliaia di sistemi analizzati dallo stesso telescopio spaziale individuando una nana bianca la cui luminosità si attenuava ogni giorno e mezzo terrestre. C’era qualcosa che orbitava intorno ad essa in maniera rapidissima. Integrando i dati raccolti da altri telescopi terrestri, il ricercatore e i membri del suo team si accorgevano che si trattava di un pianeta, poi denominato WD 1856b, delle dimensioni di Giove, forse anche più grande, che orbitava molto vicino e che evidentemente non dava segni di lacerazione a causa della gravità.
La domanda dunque sorgeva dunque spontanea: come faceva WD 1856b a non essere lacerato dalla forza di gravità della nana bianca orbitando così vicino?

Pianeti così vicini possono anche non essere lacerati dalla gravità

Eseguendo delle simulazioni al computer, ricercatore giungere alla conclusione che l’orbita assunta dalla pianeta faceva parte di un processo che aveva richiesto tantissimo tempo, miliardi di anni. Durante tutto questo tempo, la nana bianca non ha fatto altro che il suo lavoro, ossia quello di rallentare l’enorme partner ma in maniera molto più lenta tanto che, durante tutto questo tempo, il pianeta ha potuto tranquillamente orbitare integro.

Vita possibile anche su pianeti intorno a nane bianche?

Si tratta di una scoperta importante perché mostra che i pianeti possono esistere intorno alle nane bianche anche con orbite così vicine, cosa che suggerisce che possono orbitare anche nella cosiddetta zona abitabile che, proprio per quanto riguarda le nane bianche, è inusualmente ravvicinata alla stella stessa.
“Penso che la parte più interessante di questo lavoro sia ciò che significa sia per l’abitabilità in generale – possono esserci regioni ospitali in questi sistemi solari morti – e anche la nostra capacità di trovare prove di tale abitabilità”, spiega ancora Vanderburg.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook