Pianeti simili alla Terra nella via Lattea potrebbero essere più di un miliardo

Rappresentazione artistica di un pianeta simile alla Terra con tanto di oceano di acqua liquida (credito: Kevin Gill - Flickr, CC BY 2.0)

Potrebbero essere più di un miliardo i pianeti simili alla Terra nella sola via Lattea secondo la stima di un nuovo studio prodotto da due ricercatori dell’Università della Columbia Britannica.
Secondo gli scienziati, gli esopianeti simili alla Terra sarebbero, all’incirca, uno ogni cinque stelle simili al Sole.

Per “pianeta simile alla Terra” si intende, almeno ai fini di questo studio, un pianeta delle dimensioni della Terra, che orbita intorno a stelle simili al Sole (stelle di tipo G) e che sia di tipo roccioso (dunque non gassoso). Inoltre il pianeta deve essere collegato nella cosiddetta fascia abitabile, ossia quella fascia orbitale intorno alla stella né troppo vicina né troppo lontana ma alla distanza più o meno giusta per far sì che l’acqua possa rimanere liquida sulla superficie, o su buona una parte di essa, del pianeta.

Dei circa 400 miliardi di stelle presenti nella nostra via Lattea, il 7% è composto da stelle di tipo G, come spiega Jaymie Matthews, astronomo della UBC impegnato nello studio. Questo significa che le stelle simili al Sole sono almeno 6 miliardi.

Le stime riguardanti l’esistenza di pianeti simili alla Terra intorno a stelle del genere di solito vanno da 0,02 pianeti a più di uno per ogni stella simile al Sole.
“I miei calcoli pongono un limite superiore di 0,18 pianeti simili alla Terra per stella di tipo G”, spiega Michelle Kunimoto, l’altra autrice dello studio, e ciò comporterebbe un limite superiore di poco più di 1 miliardo di pianeti simili alla Terra nella nostra galassia.

Secondo la scienziata non si tratterebbe neanche di una ricerca fine a se stessa: le informazioni ottenute stimando il numero di pianeti di un certo tipo esistenti nella nostra via Lattea simili alla Terra potrebbero essere d’aiuto nel capire la formazione stessa dei pianeti o anche per ottimizzare le missioni future dedicate alla ricerca degli esopianeti nella nostra galassia.

Il fatto che attualmente ne abbiamo scoperti pochi è da spiegare semplicemente nella loro grandezza più contenuta e nel fatto che spesso i pianeti rocciosi orbitano più vicino alle stelle, dunque sono meno facilmente individuabili dei pianeti gassosi che sono più grandi e che tendono ad orbitare più lontano.

“Ho iniziato simulando l’intera popolazione di esopianeti attorno alle stelle ricercate da Keplero”, spiega ancora Kunimoto. “Ho contrassegnato ogni pianeta come ‘rilevato’o ‘mancato’a seconda della probabilità che il mio algoritmo di ricerca del pianeta avrebbe trovato. Quindi, ho confrontato i pianeti rilevati con il mio attuale catalogo di pianeti. Se la simulazione ha prodotto una corrispondenza stretta, allora la popolazione iniziale era probabilmente una buona rappresentazione della popolazione effettiva di pianeti in orbita attorno a quelle stelle”.

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