Piante attaccate da bruchi emettono odori per attirare suoi predatori naturali

Bruco di Spodoptera exigua (credito: Thomas Degen)

Le piante possono accorgersi se i bruchi stanno mangiando le loro foglie e possono reagire a questi attacchi. Una nuova ricerca, condotta da ricercatori del Centro di competenza in ecologia chimica dell’Università di Neuchâtel, scopre oggi un importante recettore coinvolto in questa reazione.

Come spiega Ted Turlings, che aveva fatto proprio trent’anni fa la scoperta relativa alla reazione da parte delle piante agli attacchi dei bruchi, lui e il suo team hanno scoperto il primo recettore vegetale, denominato recettore dell’inceptina (INR), che permette alle piante di fagiolo di reagire ad un elicitore. Questo recettore reagisce alla firma molecolare della saliva del bruco (nello specifico a frammenti peptidici di inceptina presenti nelle secrezioni orali) e favorisce la reazione delle piante del fagiolo dall’occhio (Vigna unguiculata) e fagiolo comune (Phaseolus vulgaris).

Attivato il recettore, le piante rilasciano particolari composti volatili il cui odore attira i nemici naturali dei bruchi tra cui le vespe parassite, vespe che depositano le loro uova nel bruco, ed altri insetti pedatori che invece tendono a mangiarlo direttamente.
Per ognuno di questi insetti gli odori sono leggermente diversi e le stesse sostanze da cui questi odori derivano possono essere “scatenate” anche le infezioni patogene.
Questa ricerca, come spiegano gli stessi ricercatori, potrebbe essere di aiuto per creare sensori che possono rilevare questi odori per quanto riguarda le piante coltivate.

Detti sensori potrebbero, infatti, notificare agli stessi agricoltori la presenza di parassiti, malattie o predatori delle piante: “Ciò consentirà agli agricoltori di intraprendere azioni specifiche al momento e nel luogo giusti e potrebbe ridurre in modo significativo la necessità di pesticidi sintetici”, spiega Turlings.
Inoltre la scoperta di questo recettore specifico potrebbe permettere la creazione di piante, non solo di fagioli, che possano reagire in maniera più efficace all’attacco degli stessi insetti.
i ricercatori, per esempio, hanno già individuato un recettore corrispondente a quello delle piante di fagiolo che difende le piante del tabacco dai bruchi della falena Spodoptera exigua.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Data articolo