Piante di fagioli per contrastare deforestazione in Amazzonia

Inga (credito: Toby Pennington)

Le piante di fagioli potrebbero aiutare la foresta amazzonica secondo alcuni ricercatori dell’Università di Exeter. Queste piante, infatti, secondo i ricercatori, sarebbero molto adatte per mantenere i terreni più fertili e nel contempo aiuterebbero i piccoli proletari terrieri a sopravvivere.

Nello specifico di ricercatori dell’università inglese mirano ad utilizzare gli alberi di inga, una pianta della famiglia dei legumi che produce baccelli contenenti fagioli che preleva l’azoto dall’aria e lo blocca nel terreno.
Ciò contribuirebbe a mantenere un po’ più stabile la copertura degli alberi nella foresta pluviale amazzonica, in particolare nell’area conosciuta come “arco della deforestazione” in Brasile.
Questa pianta vanta dei fagioli coperti da una polpa commestibile e la stessa polpa può essere usata per molti scopi gastronomici, anche per aromatizzare il gelato tanto che le stesse piante di inga sono conosciute come “fagioli gelato”.

Come specifica Toby Pennington, ricercatore dell’Università di Exeter, gli alberi d’inga non hanno problemi a crescere in terreni molto poveri e sono già utilizzati molti sistemi agroforestali e silvopastorali: “Al momento, le terre deforestate vengono utilizzate per un breve periodo prima di essere abbandonate, oppure i piccoli proprietari sono sotto pressione per venderle per la produzione intensiva su larga scala di semi di soia – con gran parte del raccolto di soia venduto per nutrire il bestiame in Europa. Il nostro progetto potrebbe aiutare i piccoli proprietari a resistere a queste pressioni rendendo la loro terra più sostenibile e redditizia”.

Naturalmente questo progetto non risolverebbe in sé il problema grandissimo della deforestazione amazzonica ma comunque risulterebbe una piccola parte per arrivare alla soluzione, il classico “passo importante”, soprattutto per impedire lo sgombero e l’abbandono delle foreste.
I piccoli proletari terrieri che vorranno aderire a questa iniziativa saranno sostenuti con un sistema di microcredito gestito da una ONG locale.

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