Piccole scosse elettriche nel cervello facilitano recupero dei ricordi

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Cognitive Neuroscience è possibile utilizzare piccole scosse di corrente elettrica per stimolare una particolare regione del cervello che è alla base della conservazione del ricordo.
Un piccolo quantitativo di corrente elettrica, infatti, secondo gli scienziati, potrebbe stimolare la corteccia prefrontale sinistra rostrolaterale e migliorare la capacità del cervello di recuperare i ricordi.

È il risultato che hanno conseguito alcuni ricercatori diretti da Jesse Rissman, professore di psicologia dell’Università della California, Los Angeles, quando hanno aumentato, proprio tramite piccole scosse elettriche, l’eccitabilità di questa regione nel cervello di alcuni pazienti.
Questi ultimi sono stati dotati di un piccolo dispositivo che inviava un piccolo segnale elettrico nel cervello attraverso un elettrodo posto sullo cuoio capelluto.

Questo segnale elettrico serviva per aumentare l’eccitabilità dei neuroni nella corteccia prefrontale sinistra rostrolaterale.
Questa zona del cervello, che si trova sul lato sinistro della fronte, è nota perché svolge un ruolo fondamentale per il pensiero ad alto livello, incluso il monitoraggio e l’integrazione delle informazioni che vengono convogliate in altre aree del cervello stesso .

Secondo gli scienziati dell’UCLA, questa specifica regione risulta di fondamentale importanza per accedere al nostro “archivio” dei ricordi, cosa a sua volta molto importante quando, ad esempio, ci si trova a dover prendere una decisione.

“Il fatto che le persone facciano meglio in questo compito di memoria quando eccitiamo questa regione con la stimolazione elettrica fornisce prove causali che contribuisce all’atto del recupero della memoria, dichiara Rissman nell’articolo di presentazione sul sito dell’UCLA.
Naturalmente questa scoperta potrebbe rivelarsi molto utile nel contesto di tutte le terapie tese al recupero dei ricordi e in generale al miglioramento della memoria.

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