Pillola stampata in 3D campiona con precisione batteri dell’intestino

La particolare pillola può campionare batteri di varie zone dell'intestino (credito: Nano Lab, Tufts University)

Pillole stampate in 3D che possono campionare i batteri che si trovano nell’intestino umano, il cosiddetto microbioma, sono state create da un gruppo di ingegneri medici della Tufts University.

Facilitare il processo di classificazione delle specie dei batteri che esistono nei nostri intestini potrebbe portare ad importanti passi avanti per la diagnosi e il trattamento di tantissime malattie legate all’intestino stesso e in generale all’apparato digerente.

Si tratta di uno strumento diagnostico non invasivo che può permettere la creazione di profili delle popolazioni di batteri negli intestini. Nei nostri intestini sono state infatti riconosciute più di 1000 specie diverse di batteri.
Attualmente per eseguire questo processo c’è bisogno di analizzare il DNA e le feci, metodi che però forniscono poche informazioni, in particolare per quanto riguarda i microbiomi locali di alcuni tratti dell’intestino.

La pillola è già stata testata sui suini e sui primati e naturalmente i ricercatori sperano di poter in futuro eseguire test anche su esseri umani.
La pillola vanta diversi canali microfluidici grazie ai quali possono essere campionati fasi diverse del tratto gastrointestinale.

La superficie della pillola, inoltre, vanta un particolare rivestimento che è sensibile al pH. Questo rivestimento permette alla pillola stessa di cominciare ad assorbire i primi campioni solo quando entra nell’intestino tenue, bypassando dunque lo stomaco.
Attraverso una particolare struttura di camere interne ed un piccolo magnete, è possibile tenere questa pillola in specifiche posizioni dell’intestino utilizzando un magnete dall’esterno del corpo.

Uno speciale sistema di coloranti fluorescenti permette poi di localizzare la pillola dopo che è uscita dal tratto gastrointestinale.
“È come avere un elettrocardiogramma per la salute dell’intestino”, rileva Giovanni Widmer, professore di malattie infettive presso la Tufts ed uno degli autori dello studio apparso su Advanced Intelligent Systems.

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