Pioggia fa schizzare trilioni di particelle di microplastiche nell’aria

Credito: Serg64, Shutterstock, ID: 411603919

Anche la pioggia contribuisce a diffondere le microplastiche nell’atmosfera secondo uno studio condotto dall’Università di Bayreuth, Germania. I ricercatori dell’istituto tedesco spiegano, nel loro studio pubblicato su Microplastics and Nanoplastics, che le gocce di pioggia che colpiscono una superficie fatta d’acqua, come quella del mare o di un lago, innescano un fenomeno che vede il lancio nell’area di diverse altre goccioline le quali contengono vari livelli di microplastiche.

Il complesso fenomeno dell’impatto delle gocce di pioggia

La goccia che colpisce l’acqua provoca lo schizzo di varie altre goccioline creando una struttura ad anello intorno al punto dell’impatto. Queste goccioline provengono da una profondità di pochi millimetri al di sotto della superficie della stessa acqua. L’effetto è subdolo perché, come hanno osservato i ricercatori, mentre le gocce di pioggia poi finiscono subito nell’acqua dell’oceano (o dei laghi o di quant’altro) e lì restano, le goccioline che schizzano via a seguito dell’impatto, quelle piene di microplastiche, possono invece disperdersi nell’aria. Una volta nell’aria, dopo un po’ evaporano ma il danno è fatto perché diverse delle particelle di plastica (ricordiamo che parliamo di strutture microscopiche) possono poi restare nell’atmosfera. E qui poi possono cominciare viaggi anche relativamente lunghi andando ad inquinare altre zone, magari immacolate (anche se la diffusione lontano dal sito dell’impatto della goccia non è stata oggetto dello studio)

Problema della microplastica

Il problema della microplastica è uno dei più pressanti in termini di preservazione ambientale. Sempre più studi stanno infatti dimostrando che molti tipi di plastica tendono a ridursi in pezzetti sempre più piccoli che possono diventare “granelli”. Questi granelli microscopici di plastica si insinuano poi dappertutto e, col vento e tramite agli agenti atmosferici, possono arrivare anche in zone incontaminate.
Questo studio mostra che anche la pioggia partecipa a questa azione di diffusione. Anzi, i ricercatori hanno prodotto anche una stima: le particelle di microplastiche che potrebbero finire nell’atmosfera a causa di questo effetto potrebbero arrivare fino a 100 trilioni.

Simulazioni molto complesse al computer

I ricercatori hanno effettuato simulazioni molto complesse al computer: fare osservazioni di fenomeni così sfuggenti e complicati in natura, così come in laboratorio, sarebbe stato quasi impossibile. Stephan Gekle, un professore di simulazione e di modellazione dei biofluidi dell’università tedesca, spiega che la simulazione che lui e i colleghi hanno creato ha una precisione elevatissima e un “livello di dettaglio senza precedenti”.

Note e approfondimenti

  1. New study: Rainfall causes microplastic transport into the atmosphere (IA)
  2. Ejection of marine microplastics by raindrops: a computational and experimental study | Microplastics and Nanoplastics | Full Text (IA) (DOI: 10.1186/s43591-021-00018-8)

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