Più caldo e più insetti predatori: un doppio problema per le piante

Tra le varie conseguenze che i cambiamenti climatici in corso porteranno al pianeta c’è, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università Statale del Michigan, quello relativo agli insetti erbivori e ai parassiti. Queste forme di vita, infatti, secondo i ricercatori creeranno un danno non indifferente alle colture agricole.
Secondo lo studio, la perdita di campi coltivati per colpa degli insetti e dei parassiti aumenterà dal 10 al 25% per ogni aumento di un grado Celsius della temperatura.

Secondo i ricercatori all’aumentare delle temperature il metabolismo degli insetti accelera e dunque devono mangiare di più. Inoltre lo stesso aumento della temperatura aumenta esponenzialmente i possibili habitat ospitali per degli insetti.
C’è però un altro fattore che molti studi precedenti, secondo i ricercatori, non hanno preso in considerazione: come reagiranno le piante ad un calore sempre più grande e ad un attacco da parte degli insetti e dei parassiti sempre più massiccio?

Di solito quando fa più caldo le piante sollevano le foglie distanziandole di più dal terreno che emana più calore. Inoltre tendono “sudare” aprendo gli stomi, in maniera simile a come facciamo noi aprendo i pori della pelle.
Tuttavia il ricercatore Nathan Havko, eseguendo un esperimento in laboratorio su piante di pomodoro, si è accorto che con il maggior caldo i bruchi diventavano molto più grandi e spazzavano via quasi completamente le piante: “Quando le temperature sono più alte, una pianta di pomodoro ferita produce ancora più jasmonati (ormoni vegetali che regolano diversi processi nelle piante, n.d.r.), portando a una risposta di difesa più forte”, riferisce Havko. “In qualche modo, ciò non scoraggia i bruchi. Inoltre, abbiamo scoperto che gli jasmonati bloccano la capacità della pianta di raffreddarsi, non può più sollevare le foglie o sudare”.

Secondo i ricercatori, forse le piante chiudono i pori per smettere di perdere acqua dai punti in cui sono state “ferite” ma in ogni caso le conseguenze sembrano essere letali perché la fotosintesi viene fortemente compromessa.
Questo significa che attivare le risposte per difendersi dai predatori vuol dire per le piante essere ancora più soggette al caldo e non sappiamo ancora quanto possa essere letale questo tipo di reazione a livello globale.
Lo studio è stato pubblicato su Proceedings of National Academy of Sciences.

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