Più grande deflusso vulcanico del mondo individuato sotto Nuova Zelanda

Gli altopiani oceanici di Ontong-Java (OJP), Manihiki (MP) e Hikurangi (HP) sono frammenti dell’altopiano di Ontong-Java-Manihiki-Hikurangi (OJMHP), un tempo continuo (credito: DOI: 10.1126/sciadv.aba7118
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| Science Advances
)

È parte di quello che viene definito come un “superplume” di natura vulcanica quello individuato sotto la Nuova Zelanda da un team di ricercatori della Victoria University di Wellington.
Un superplume è una struttura che di solito si trova nelle zone più profonde del mantello terrestre caratterizzata da modalità insolite per quanto riguarda la propagazione delle onde sismiche.

Te Herenga Waka, insieme ai colleghi Tim Stern e Simon Lamb, suggerisce, nello studio apparso su Science Advances, che sotto l’isola del Nord della Nuova Zelanda si trovava il più grande deflusso vulcanico della terra, almeno tra quelli individuati.
Questo deflusso fu creato da un processo nella profondità del mantello terrestre accaduto circa 120 milioni di anni fa. Allora un’pennecchio gigante di roccia calda si staccò dal confine tra il mantello e il nucleo, circa 3000 km sotto la superficie della terra. Questo pennacchio salì molto velocemente in superficie diventando poi il “superplume” che vediamo oggi.

“Negli anni ’70, i geofisici proposero che il mantello terrestre stava subendo un movimento agitato, un po’ come una lampada di lava, e chiazze calde di roccia galleggiante si sollevarono come pennacchi fino al nucleo della Terra. Lo scioglimento di questa roccia vicino alla superficie potrebbe quindi essere la causa del prolifico vulcanismo, come quello osservato in Islanda o nelle Hawaii”, spiega Stern.

Sempre Stern spiega che lo stesso movimento delle placche tettoniche sconquassò questo altopiano e uno dei frammenti andò a formare l’odierno altopiano di Hikurangi, ora alla base dell’isola del Nord.
I ricercatori hanno inoltre osservato che le onde P della pressione sismica innescate da terremoti o esplosioni viaggiano sotto l’altopiano di Hikurangi molto più velocemente di quanto si possa osservare, ad esempio, sotto la maggior parte del fondo del mare. La velocità delle onde può raggiungere velocità di 9 km al secondo.

Una volta i frammenti che oggi vanno a formare gli altipiani dell’isola del Nord erano tutti collegati e costituivano il più grande deflusso vulcanico del mondo con un’area di oltre 2000 km di diametro.

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