Più grande esplosione dell’universo dopo big bang scoperta da astronomi

L’esplosione stata individuata dai ricercatori nell’ammasso di galassie di Ofiuco,390 milioni di anni luce di distanza da noi (credito: NASA / CXC / Naval Research Lab / Giacintucci, S .; XMM: ESA / XMM; Radio: NCRA / TIFR / GMRTN; Infrarosso: 2MASS / UMass / IPAC-Caltech / NASA / NSF)

Viene definita come la più grande esplosione dell’universo (naturalmente tra quelle mai individuate) dopo il big bang quella scoperta da un team di ricercatori dell’International Center for Radio Astronomy Research, Università di Curtin.
Gli scienziati hanno infatti scoperto l’esplosione causata da un buco nero supermassiccio situato al centro di una galassia, esplosione che avrebbe rilasciato un quantitativo di energia almeno cinque volte maggiore rispetto all’esplosione precedentemente detentrice del record.

Si tratta di un’esplosione avvenuta per così dire “al rallentatore” dato che ha avuto luogo per centinaia di milioni di anni, come spiega Melanie Johnston-Hollitt, una delle ricercatrici impegnate nello studio.
Avvenuta nell’ammasso di galassie di Ofiuco, l’esplosione ha coinvolto un buco nero di grosse dimensioni situato ad una distanza di circa 390 milioni di anni luce dalla Terra.

La stessa esplosione ha fatto schizzare via materiali e gas che hanno perforato il plasma a grappolo che circondava il buco nero supermassiccio, ossia lo spesso strato di gas surriscaldato che di solito circonda questi buchi neri.
Per dare un’idea, la prima autrice dello studio, Simona Giacintucci, del Naval Research Laboratory, paragona questa esplosione a quella dell’eruzione del Monte Sant’Elena, avvenuta nel 1980, che provocò lo strappo della cima della montagna.
In questo caso, però, sarebbe stato possibile inserire 15 via Lattea di seguito nel cratere di questa “eruzione”.

Le cause? Non sono ben chiare. Quello che hanno trovato gli astronomi, utilizzando dati radio a bassa frequenza, è una struttura con una cavità gigante nel gas riempita con un’emissione radio che fa sembrare il tutto una sorta di “fossile” del più potente sfogo del nucleo di una galassia attiva mai visto prima.
Gli stessi ricercatori lasciano intendere che scoperte del genere, molto probabilmente, verranno fatte di nuovo in futuro grazie ai nuovi strumenti come i radiotelescopi a bassa frequenza, di cui vari team in tutto il mondo si sono potuti dotare negli ultimi anni.

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