Più vitamina D collegata a rischio più basso di COVID 19 in persone nere secondo studio

Secondo un comunicato apparso sul sito del Centro medico dell’Università di Chicago,[1] livelli di vitamina D nel corpo più alti del normale possono proteggere dal nuovo coronavirus COVID-19 e ciò varrebbe soprattutto per le persone nere. Il relativo studio, apparso su JAMA Open Network,[2] ha analizzato i collegamenti tra i livelli di vitamina D e le probabilità di essere positivi per il nuovo coronavirus.

Generalmente sono considerati sufficienti 30 ng/ml poco più[1] ma è ricercatori hanno conseguito risultati secondo i quali quei soggetti neri con livelli da 30 a 40 ng/ml mostravano un rischio maggiore (di 2,64 volte) di risultare positivi al nuovo coronavirus rispetto alle persone con livelli di 40 ng/ml o superiore. Questi risultati, però, non venivano trovati nei soggetti bianchi.

I ricercatori hanno analizzato i dati di più di 3000 persone conservati nei database della UChicago Medicine per le quali i livelli di vitamina D nel corpo erano stati testati entro 14 giorni prima del test per la presenza del virus SARS-CoV-2, il virus che ha provocato la diffusione della pandemia da COVID-19 tutto il mondo.
Ora i ricercatori vogliono reclutare nuove persone per approfondire questo collegamento.

Secondo David Meltzer, in ogni caso, questi risultati suggeriscono già che livelli più alti di vitamina D (per “più alti” si intendono livelli superiori a quelli considerati come sufficienti) possono essere collegati a rischi più bassi di incorrere in COVID 19 e ciò vale per le persone di colore.[1]
Riguardo a precedenti studi che non avevano trovato questo collegamento, Meltzer spiega che evidentemente sono state somministrate ai soggetti dosi troppo basse di vitamina D affinché potessero avere l’effetto sul sistema immunitario: “Può darsi che livelli differenti di vitamina D siano adeguati per funzioni differenti”, spiega il ricercatore.[1]

Nello stesso comunicato stampa si spiega che un consumo eccessivo di integratori di vitamina D, comunque, può essere associato ad una condizione denominata ipercalcemia. Si tratta di uno stato in cui il calcio può accumularsi nel sangue e provocare vari sintomi tra cui vomito, nausea, debolezza e bisogno frequente dimensione.[1]

Note e approfondimenti

  1. Study suggests high vitamin D levels may protect against COVID-19, especially for Black people – UChicago Medicine (IA)
  2. Association of Vitamin D Levels, Race/Ethnicity, and Clinical Characteristics With COVID-19 Test Results | Health Disparities | JAMA Network Open | JAMA Network (IA) (DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2021.4117)
Condividi questo articolo

Disclaimer notizie

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile di altri siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Notizie scientifiche.it usa i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione (Leggi di più)

notiziescientifiche.it partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it

Disclaimer medico

Notizie scientifiche.it è un blog di notizie, non un sito di consigli medici. Leggi anche il disclaimer medico.

Dati articolo