Plancton al largo del Regno Unito sta subendo impatti dei cambiamenti climatici

Le pressioni umane sull’ambiente marino sono ancora pesanti e lo dimostra un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Plymouth, Regno Unito. I ricercatori hanno infatti analizzato le acque al largo del Regno Unito concentrandosi in particolare sul plancton, una delle forme di vita più essenziali dell’intero ciclo alimentare marino.

A fronte dei cambiamenti registrati per quanto riguarda la temperatura della superficie del mare, i ricercatori hanno dimostrato che questo cambiamento climatico sta avendo effetti importanti per queste comunità marine già abbastanza sensibili.
I cambiamenti individuati dai ricercatori sono a lungo termine e sono coerenti con quelli registrati in altre vaste aree geografiche. In generale hanno individuato una riduzione del plancton con alcune specie che si sono ridotte fino al 75%.

“Il plancton è la base dell’intera rete alimentare marina. Ma il nostro lavoro sta dimostrando che i cambiamenti climatici hanno causato una significativa riorganizzazione del plancton nelle acque del Regno Unito. Questi cambiamenti nel plancton suggeriscono alterazioni dell’intero ecosistema marino e hanno conseguenze per la biodiversità marina, i cambiamenti climatici (ciclo del carbonio) e le reti alimentari, compresa la pesca commerciale”, spiega Abigail McQuatters-Gollop, ricercatrice della suddetta università inglese nonché membro del gruppo di ricerca che ha effettuato lo studio.

Lo studio, dunque, conferma che il riscaldamento dei mari, che sta proseguendo parallelamente al riscaldamento globale generare in corso, sta avendo forti impatti sul plancton, forme di vita da cui dipende tutto l’ecosistema marino e quindi anche gli esseri umani che fanno della pesca una delle attività essenziali per il proprio approvvigionamento alimentare.

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