Polli sottoposti a stress mostrano cambiamenti genetici

I polli allevati commercialmente possono essere sottoposti ad uno stress tale che quest’ultimo può deteriorare il loro stato di salute, in particolare indebolendo il sistema immunitario. È la conclusione di uno studio pubblicato su Frontiers in Genetics e realizzato da un team di ricercatori dell’Università di Uppsala che hanno collaborato con colleghi dell’Università di San Paolo.

I ricercatori hanno raggiunto questa conclusione quando hanno compiuto diversi esperimenti su due gruppi di polli della popolare razza Livorno. Il primo gruppo è stato allevato in un ambiente relativamente normale di tipo commerciale, con altri polli ma con un buon accesso al cibo e all’acqua. I polli del secondo gruppo, invece, sono stati esposti a vari fattori noti per ridurre lo stress. I polli del secondo gruppo, per esempio, venivano isolati periodicamente e l’accesso al cibo all’acqua era limitato, condizioni che possono verificarsi in alcuni casi di allevamento.

Dopo aver prelevato campioni di sangue e dopo averli analizzati, i ricercatori scoprivano una differenza nei modelli di metilazione del DNA nei due gruppi, come spiega Fábio Pértille, il primo autore dello studio nonché ricercatore dell’Università di San Paolo. Negli uccelli stressati, quelli del secondo gruppo, le modalità con le quali i gruppi metilici si legavano al DNA dei globuli rossi si rivelava del tutto diverso dai polli del primo gruppo.
Si tratta di cambiamenti che dimostrano che i polli erano stati esposti ad uno stress prolungato nel tempo anche se gli stessi scienziati non sono stati in grado di chiarire per quanto tempo questi cambiamenti sussistevano poi nel corpo degli stessi polli.

Nel caso di cambiamenti prolungati nel tempo, infatti, queste modifiche individuate dai ricercatori potrebbero esercitare degli effetti sull’espressione genica a lungo termine.
“Siamo agli inizi, ma i risultati di questo studio sono un passo avanti verso l’identificazione di biomarcatori epigenetici specifici che sono la prova dello stress imposto agli animali allevati a scopo commerciale nel loro ambiente di vita”, spiega Carlos Guerrero-Bosagna, un esperto di tossicologia ambientale dell’Università di Uppsala, altro autore dello studio.

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