Popolazioni africane consumavano latte e allevavano bestiame già 7000 anni fa

Tracce di consumo di latte e di carne sono state trovate da un team di ricercatori dell’Università di Bristol e di quella della Florida in quattro siti della Tanzania e del Kenya. I ritrovamenti risalgono ad un periodo di 4000 anni che va dal 5000 fino al 1200 a.C., un periodo della storia dell’uomo in Africa noto anche come “neolitico pastorale”.
Tramite analisi chimiche ed isotopiche i ricercatori hanno identificato e quantificato i resti di cibo in alcuni frammenti.

Questi resti dimostrano che già in questo periodo venivano allevati bovini, ovini e caprini e che in generale l’allevamento del bestiame viene praticato in queste vaste praterie dell’Africa orientale già da molte migliaia di anni, una situazione che si ripete ancora oggi con popolazioni quali i Maasai e i Samburu del Kenya che vivono perlopiù di prodotti lattiero-caseari dei loro animali.
I ricercatori hanno infatti trovato anche varie ossa di animali di grandi dimensioni in vari siti in tutta la regione. Questo studio mostra quanto il latte fosse fondamentale per queste popolazioni di pastori e quanto i periodi di siccità e in generale le stagioni secche potessero essere gravi in termini di malnutrizione.

Gli scienziati sanno che queste popolazioni sono state tra le prime a sviluppare l’allele di persistenza della lattasi C-14010 che permette il consumo di latte intero e in generale di prodotti con lattosio. Questa caratteristica da sola mostra la forte dipendenza, da parte di queste popolazioni, dai prodotti lattiero-caseari. E i ricercatori hanno scoperto anche che, quando questi mancavano (ad esempio durante i periodi di siccità), diventavano altrettanto fortemente dipendenti anche dal consumo di carne prelevato dallo stesso bestiame allevato.

I ricercatori sono giunti a questa conclusione esaminando a livello chimico i resti e i frammenti di cibo trovati in queste aree e identificando la quantità degli acidi grassi e i residui di grassi animali rimasti attaccati all’interno di pentole e accessori simili per la cottura.
Le analisi mostravano che la maggior parte della carne consumata da queste popolazioni proveniva da bovini, ovini e caprini e che spesso consumavano anche ossa, midollo e grasso. Inoltre cuocevano anche diverse piante, probabilmente sotto forma di surfati.

“Questo lavoro mostra la dipendenza dei moderni pastori, che gestiscono vaste mandrie di bovini, su carne e prodotti a base di latte, ha una storia molto lunga nella regione”, spiega Julie Dunne, ricercatrice della Scuola di Chimica dell’Università di Bristol , una delle autrici dello studio.

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