Possiamo diventare immortali? Ecco la risposta di Kaku

In un nuovo video pubblicato sul canale YouTube Big Think il noto scienziato statunitense Michio Kaku ha fatto alcune dichiarazioni abbastanza interessanti in merito a quella che è una questione dibattutissima: possiamo davvero diventare immortali?

La domanda non è fuor di luogo considerando gli avanzamenti tecnologici, in special modo in medicina e nell’ingegneria biomedica nonché nella genetica, che sono stati fatti negli ultimi anni e considerando che la vita media si allunga sempre di più.
Secondo Kaku già oggi nella Silicon Valley ci sono aziende che in un certo senso hanno digitalizzato la nostra vita e quindi l’hanno resa per certi versi immortale. Ci sono aziende che conoscono le nostre transazioni con le carte di credito, le nostre e-mail, le ricerche che effettuiamo su Internet, i nostri interessi, la nostra cerchia di amici e in generale di ciò che ci piace che non ci piace.

Lo scienziato poi cita il progetto Connectome grazie al quale sarà mappato tutto il cervello umano, compresi i ricordi, dati che poi saranno digitalizzati per poter ricostruire l’intera personalità digitale di un individuo.
“In futuro andrai in biblioteca e parlerai con Winston Churchill” perché tutti i suoi discorsi, le sue lettere e tutto ciò che si conosce di lui sarà stato digitalizzato.

“Mi piacerebbe parlare con Einstein anche se sarebbe solo un programma per computer che ha digitalizzato tutto”, sottolinea lo scienziato lasciando intendere quanto tutto ciò potrà essere reale in un prossimo futuro.
Lo scienziato si spinge oltre: un giorno sarà cosa normale digitalizzare tutta la popolazione, o comunque chi ne faccia richiesta.

Ciò significa che potremmo essere in un certo senso eterni: la nostra personalità e il nostro stesso essere potranno comunicare con un ologramma che magari riprende quelli che erano una volta i nostri connotati fisici.
Saremo in grado, secondo Kaku, di parlare con i nostri bis-bis-bisnipoti.
E non solo: gli scienziati stanno cominciando ad isolare il gene che controlla l’avanzare dell’età.

Accenna infatti ai mitocondri, il luogo all’interno delle nostre cellule dove si accumula la maggior parte degli errori delle cellule stesse.
Con la tecnologia CRISPR questi errori potranno essere corretti e ciò allungherà di molto la durata della vita umana.
Cita poi anche lo squalo della Groenlandia che può vivere più di 400 anni e ciò risulterebbe un esempio concreto del fatto che, almeno geneticamente, potrebbe essere possibile estendere indefinitamente la durata della vita umana.

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