Potremmo mai classificare tutte le specie di animali vertebrati esistenti?

La curva che rappresenta il numero di nuovi barili di petrolio trovati all'anno (a sinistra) sembra essere simile a quella delle nuove specie animali classificate all'anno (a destra) (credito: Syracuse University)

Saremo mai in grado di stabilire il numero totale di specie di vertebrati viventi dopo averle classificate tutte? È la domanda a cui hanno tentato di rispondere Bruce Wilkinson e Linda Ivany, due professori del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente della Syracuse University.
I due ricercatori hanno pubblicato uno studio sul Biological Journal of the Linnean Society giungendo alla conclusione che, molto probabilmente, il numero totale di specie viventi, anche solo quelle dei vertebrati (dunque non considerando neanche i microrganismi, il cui numero delle specie è abnorme) potrebbe non essere stimabile né adesso, né in futuro.

Solo una piccola frazione delle specie viventi è stata classificata

Innanzitutto si parte dal presupposto che solo una piccola frazione delle specie viventi è stata classificata fino ad oggi. I ricercatori però hanno voluto fare una previsione per quanto riguarda le nuove classificazioni che avverranno in futuro, anno dopo anno, per capire se si potrà raggiungere un punto in cui tutte le specie viventi sono state trovate e classificate.
I ricercatori hanno notato che ci sono dei parallelismi tra le curve di scoperta di nuove specie animali vertebrati e le dimensioni dei giacimenti di risorse non rinnovabili, soprattutto petrolio.

La teoria del “picco di Hubbert”

Secondo una delle più note teorie relative allo sfruttamento del petrolio, la curva diventa più grande all’aumentare del tasso di produzione per poi diminuire nonostante gli sforzi per cercare il petrolio stesso non diminuiscano, anzi continuino a pieno ritmo.
Questa teoria prevede il raggiungimento, in un certo punto nel tempo ancora non ben definito (secondo alcuni scienziati sarebbe già stato raggiunto), del cosiddetto “picco di Hubbert”: raggiunto un limite massimo di estrazione, da quel punto in poi la risorsa comincerà a diminuire e a diventare sempre più difficilmente estraibile. Dopo quel punto nel tempo, gli sforzi che si fanno per cercare ed estrarre la risorsa saranno sempre più grandi fin quando si giungerà ad un punto in cui questi stessi sforzi saranno non più sostenibili.

Curva simile a quella della classificazione di nuove specie di vertebrati

“Pensavamo di aver superato il picco del petrolio e del gas intorno al 1972, ma poi circa 15 anni fa qualcuno ha capito come eseguire la trivellazione orizzontale e all’improvviso c’è stato un nuovo aumento della quantità scoperta”, spiega Wilkinson.
Secondo i due scienziati questa curva è simile a quella che vede la classificazione di nuove specie di vertebrati. Anche quest’ultima curva mostra infatti un aumento similare. L’impennata della scoperta di nuove specie di vertebrati è avvenuta negli anni 1950, anni durante i quali nuovi finanziamenti furono istituiti in campo biologico e zoologico e nuove tecniche molecolari permisero un notevole aumento delle capacità di riconoscere e distinguere le varie specie.
Più o meno lo stesso è avvenuto con il petrolio: nei primi anni 2000 c’è stata un’impennata simile nella scoperta di nuovi giacimenti grazie a nuove tecnologie come la perforazione orizzontale.

Se la stima totale delle specie scoperte in futuro fosse stata fatta prima degli anni 1950, quelle stime sarebbero molto diverse da quelle fatte oggi. Questo significa che esistono avvenimenti, legati in particolare al progresso tecnologico, che non possono essere previsti e quindi stime come quella relativa alla classificazione di nuove specie di vertebrati fino ad un eventuale esaurimento sono molto difficili da fare, troppo secondo i ricercatori.
“Per quanto vorremmo conoscere ‘il numero’, la ricchezza totale di specie del pianeta rimarrà un obiettivo sfuggente”, spiega la Ivany.

Note e approfondimenti

  1. Estimating vertebrate biodiversity using the tempo of taxonomy – a view from Hubbert’s peak | Biological Journal of the Linnean Society | Oxford Academic (IA) (DOI: 10.1093/biolinnean/blab080)

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