Pressione alta può aumentare rischio di malattia dei piccoli vasi cerebrali

La pressione alta può danneggiare i piccoli vasi sanguigni cerebrali, una cosa che nei casi più gravi può portare anche all’ictus o favorire la demenza. È il risultato di uno studio apparso sulla rivista Hypertension che non solo conferma il collegamento tra la pressione sanguigna troppo alta, conosciuta anche come ipertensione, e l’ictus nonché le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer ma chiarisce le modalità con le quali agisce.

I ricercatori hanno analizzato 1686 persone adulte che non avevano avuto ictus e non avevano mostrato accenni di demenza all’inizio della raccolta dei dati. I partecipanti al sondaggio venivano sottoposti a delle misurazioni per rilevare la pressione arteriosa nel corso della mezza età e nel corso della vita avanzata. Tra i dati anche quelli prelevati dalle risonanze magnetiche.

I ricercatori scoprivano che i partecipanti con livelli di pressione alta maggiori avevano probabilità più grandi di andare incontro ad una malattia cerebrale legata ai piccoli vasi sanguigni.
Si tratta del primo studio che riporta un collegamento tra la pressione alta e la malattia dei piccoli vasi cerebrali nella tarda età, come spiega José Rafael Romero, uno degli scienziati coinvolti nello studio.

La malattia dei piccoli vasi cerebrali è una delle cause principali di ictus e vede un restringimento o nei casi più gravi un blocco dei vasi sanguigni del cervello.
“Speriamo che il nostro studio aumenti la consapevolezza sia per gli individui che per i professionisti. Se trattiamo l’ipertensione nelle prime fasi, è probabile che diminuiamo l’insorgenza della malattia dei piccoli vasi e, soprattutto, l’insorgenza di demenza e ictus”, spiega Romero nel comunicato stampa dello studio.

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