Primi biberon già utilizzati intorno al 5000 a.C.

Ecco come doveva apparire un biberon intorno al 5000 a.C. (credito: Helena Seidl da Fonseca)

Potrebbero essere le prime prove di utilizzo di una sorta di biberon nella storia dell’uomo quelle trovate dai ricercatori dell’Università di Bristol.
I primi casi accertati di utilizzo di biberon, fatti di argilla, sono relative al neolitico, ad un periodo risalenti al 5000 a.C. per la precisione, oggetti che poi sono diventati sempre più comuni con l’età del bronzo con quella del ferro.

I ricercatori hanno analizzato tre oggetti a forma di piccoli vasi, piccoli abbastanza da poter essere afferrati anche dalle mani di un bambino, con un particolare beccuccio attraverso cui il piccolo poteva succhiare il latte.
I tre oggetti sono stati ritrovati in alcune tombe infantili nella zona della Baviera e sono relativamente piccoli con un diametro che va dai 5 ai 10 cm e con un beccuccio insolitamente stretto.

Utilizzando tecniche chimiche ed isotopiche, i ricercatori hanno identificato le rimanenze e i residui trovati all’interno di questi “biberon” confermando che contenevano latte di ruminanti, ossia di bovini, ovini o capre.
Inoltre le analisi confermano che erano biberon utilizzati per somministrare latte animale ai bambini al posto del latte umano e non di oggetti utilizzati per alimentare malati o infermi, come era stato ipotizzato da qualcuno in precedenza.

Le uniche prove precedenti riguardo a questo tipo di svezzamento nei bambini erano state ottenute solo tramite le analisi degli scheletri infantili, analisi che naturalmente potevano fornire solo informazioni approssimative.
Secondo Julie Dunne, ricercatrice dell’Università di Bristol e autrice principale dello studio, piccole anfore simili, con beccucci simili, sono state trovate anche in siti riguardanti altre culture come quelle dell’antica Roma o della Grecia antica.

“Questo è un esempio lampante di come le solide informazioni biomolecolari, adeguatamente integrate con l’archeologia di questi rari oggetti, abbiano fornito una visione affascinante in un aspetto della vita umana preistorica così familiare a noi oggi”, dichiara Richard Evershed, altro autore dello studio.

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