Primo articolo giornalistico sul riscaldamento globale fu pubblicato 110 anni fa in Nuova Zelanda

Credito: 17 Jul 1912 - COAL CONSUMPTION AFFECTING CLIMATE. - Trove ( State Library of NSW Digital Excellence Program; New South Wales Government)

È da 110 anni che la stampa parla del cambiamento climatico. Già il 17 luglio 1912 un giornale della Nuova Zelanda rese pubblico un piccolo articolo in cui si accennava alla possibilità che l’utilizzo del carbone a livello globale stesse influenzando i livelli di temperatura della Terra.[2] Lo spiega Linden Ashcroft, docente di scienze del clima e di comunicazione scientifica dell’Università di Melbourne, in un articolo su The Conversation.[1]

Uno dei primi articoli giornalistici incentrati sulla scienza del clima

Si tratta di un articolo, quello pubblicato nel 1912, che nel corso degli ultimi anni è diventato famoso e che è stato condiviso diverse volte su Internet. Oggi è considerato come uno dei primi articoli giornalistici incentrati sulla scienza del clima. Si tratta di poche righe in cui l’autore spiega che le fornaci di tutto il mondo al tempo stavano bruciando 2 miliardi di tonnellate di carbone ogni anno. L’autore spiega ancora che una volta bruciato questo carbone si univa poi all’ossigeno causando la formazione di 7 miliardi di tonnellate di anidride carbonica nei cieli ogni anno, aumentando le temperature. “L’effetto può essere considerevole in pochi secoli”, chiosa lo stesso autore.[2]

Perché solo da pochi anni si parla di riscaldamento globale?

La domanda sorge spontanea: se da 110 anni la stampa parla del cambiamento climatico perché solo nel corso degli ultimi decenni, anzi forse solo nel corso degli ultimi anni, gli avvertimenti sono diventati più pressanti e la popolazione ha cominciato ad interessarsi alla questione?
Il fatto è che la divulgazione della scienza del clima è letteralmente iniziata ai margini ed è rimasta ai margini per molto tempo. Le dimensioni del piccolo trafiletto sul giornale neozelandese del 1912, che letteralmente sprofonda in mezzo a tutti gli altri articoli, da sole fanno ben comprendere quanto fosse presa seriamente in considerazione la questione.

Studio effettuato da Svente Arrhenius

Il piccolo paragrafo del giornale neozelandese pubblicato nel 1912 si basava probabilmente anche su un articolo apparso sulla più popolare rivista Popular Mechanics che, a sua volta, riprendeva uno studio effettuato da Svante Arrhenius alla fine del XX secolo. Nel 1896, infatti, eseguì speciali calcoli per capire quanto sarebbe cambiato il livello di temperatura del mondo qualora le quantità di anidride carbonica introdotti nell’atmosfera fossero raddoppiate. Quando fu pubblicato lo studio il livello di CO2 nell’atmosfera era di 295 parti per milione di molecole d’aria. Al 2022 siamo a 421 parti per milione. Lo scienziato calcolò che il raddoppio dell’anidride carbonica avrebbe voluto portare ad un aumento delle temperature di 5° centigradi. La stima, fortunatamente, non era precisa ma il calcolo è comunque considerevole considerando che non aveva usato alcun computer.

Riscaldamento globale ai margini per diversi decenni

In ogni caso si trattava di notizie riportate in piccoli articoli sui giornali che in genere le persone non prendevano neanche sul serio. Anzi, quando scoppiò la prima guerra mondiale la prima diffusione delle auto elettriche, che pur stavano acquistando una buona quota di mercato, fu del tutto messa da parte con gli sviluppi tecnologici nel comparto dei combustibili fossili dovuti ai bisogni in ambito militare. L’idea che gli esseri umani avrebbero potuto cambiare il clima globale con le loro azioni si collocò definitivamente ai margini dell’opinione pubblica ed è rimasta fuori dai radar per diversi decenni.

Prima presa di coscienza durante gli anni 1950

Fu solo durante gli anni 50 inoltrati, quando fu istituito l’International Geophysical Year, che gli scienziati hanno cominciato ad eseguire vere indagini sul clima terrestre a livello globale. Sempre più stazioni di monitoraggio atmosferico furono costruite in diversi angoli del globo, finanche ai poli, e furono lanciati i primi satelliti artificiali; sempre più dati cominciarono ad essere disponibili. E la massa di dati non faceva altro che confermare i sospetti relativi all’aumento generale delle temperature terrestri. Una presa di coscienza più o meno definitiva arrivò nel 1988 quando James Hansen, uno scienziato della NASA, tenne un discorso al congresso degli Stati Uniti spiegando che il riscaldamento globale era già in corso.

Note e approfondimenti

  1. For 110 years, climate change has been in the news. Are we finally ready to listen?
  2. 17 Jul 1912 – COAL CONSUMPTION AFFECTING CLIMATE. – Trove (l’articolo 17 luglio 1912 sul Braidwood Dispatch and Mining Journal
Condividi questo articolo

Disclaimer notizie

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile di altri siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Notizie scientifiche.it usa i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione (Leggi di più)

notiziescientifiche.it partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it

Dati articolo