Proteina fotoattiva scoperta negli occhi degli uccelli permette di navigare col campo magnetico terrestre

È una proteina presente nella retina la chiave di volta per quanto riguarda la sensibilità al campo magnetico persona terrestre degli uccelli secondo una scoperta effettuata da un team di ricercatori delle Università di Oxford e di Oldenburg. I ricercatori, il cui studio è stato finanziato dal DEVCOM statunitense nonché dall’Army Research Laboratory e dall’Office of Naval Research Global, e dall’Air Force Office of Scientific Research, credono che questa particolare proteina permetta agli uccelli di orientarsi sulle lunghe distanze e quindi di migrare in sicurezza da un luogo all’altro del mondo.

Questa scoperta potrebbe rivelarsi molto utile per quelle tecnologie di navigazione che vengono utilizzate a terra quando non c’è la possibilità di collegarsi ai satelliti.
I ricercatori descrivono questa scoperta in uno studio apparso su Nature. I ricercatori si sono concentrati soprattutto sui pettirossi europei scoprendo la funzione di una particolare proteina che risulta sensibile alla luce che arriva nell’occhio.
Secondo Stephanie McElhinny, una delle responsabili del laboratorio dove si stanno conducendo gli esperimenti, la proteina in questione, denominata criptocromo 4, oltre ad essere sensibile campi magnetici sottostà ad un particolare meccanismo molecolare che, secondo la stessa ricercatrice, rappresenta una conoscenza fondamentale per tutte quelle tecnologie che debbono essere utilizzate in quei luoghi in cui il GPS non può essere disponibile oppure viene compromesso.

I ricercatori hanno utilizzato il codice genetico di questa molecola riproducendo poi questa proteina fotoattiva in grosse quantità in laboratorio onde sfruttare questo meccanismo, eventualmente ricreandolo artificialmente, in possibili sensori di campo magnetico sufficientemente sensibili da permettere la navigazione così come è possibile fare con GPS, o quasi.
La proteina funziona tramite il trasferimento di elettroni il quale viene innescato quando quattro arriva uno blu. Si tratta di reazioni chimiche, quelle dell’occhio dell’uccello, molto uno che permettono all’animale di avere informazioni sul campo magnetico terrestre e quindi sulla direzione del suo spostamento simili a quelle che si possono avere su una bussola magnetica. Tuttavia ulteriori studi andranno fa per capire quello che è un processo molto distintivo degli uccelli migratori. Probabilmente questo studio, come rileva la McElhinny, potrebbe essere un primo passo, definito come “entusiasmante”, per creare potenziali sistemi per la navigazione che possano basarsi solo sul campo magnetico terrestre e non su costosi satelliti da mettere in orbita.

Note e approfondimenti

  1. Magnetic sensitivity of cryptochrome 4 from a migratory songbird | Nature (IA) (DOI: 10.1038/s41586-021-03618-9)

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