Proxima Centauri b, l’esopianeta più vicino a noi, ha buone possibilità di essere abitabile

Fin dalla sua scoperta, il pianeta extrasolare Proxima Centauri b, considerabile come il pianeta non appartenente al sistema solare più vicino a noi (insieme ad eventuali altri esopianeti del sistema di Alfa centauri, in ogni caso siamo sempre intorno ai 4,2 anni luce di distanza) ha sempre destato un forte interesse in astronomi, scienziati ed esobiologi.

Fin dal 2016 i ricercatori si stanno chiedendo se questo pianeta possa essere abitabile e se possa ospitare acqua liquida sulla sua superficie. Dato che non è possibile osservare direttamente il pianeta, gli scienziati si stanno impegnando in simulazioni computerizzate utilizzando i dati che si hanno a disposizione.
Una nuova ricerca, pubblicata su Astrobiology, si è basata proprio su questo metodo e il risultato, secondo Anthony Del Genio, uno scienziato planetario del Goddard Institute for Space Studies della NASA a New York, fa bene sperare. Secondo lo scienziato “c’è una buona possibilità che il pianeta sia abitabile”.

Ad oggi sappiamo che la sua massa dovrebbe essere di 1,3 volte quella della Terra e che gira intorno alla sua stella (Proxima Centauri, componente del sistema stellare triplo di Alfa centauri) ogni 11 giorni, un periodo brevissimo rispetto ai 365 giorni della nostra terra.
Questo ha portato a pensare ai ricercatori che il pianeta mostri sempre una delle due facce verso la stella. Naturalmente l’emisfero rivolto verso la stella dovrebbe risultare molto più caldo dell’altro emisfero e quest’ultimo molto più freddo delle temperature più fredde sulla Terra.

Questo significa che un eventuale forma di vita su questo pianeta dovrebbe esistere in quella fascia che fa da “unione” ai due emisferi.
Lee simulazioni di Del Genio hanno però preso in considerazione anche la presenza di un oceano dinamico capace di trasferire calore molto efficiente mentre da un lato all’altro dell’esopianeta. Proprio in questa fascia potrebbe esistere un particolare movimento atmosferico che permetterebbe ad una formazione acquosa, una sorta di enorme fiume con una riva ghiacciata e l’altra desertica, di restare liquida. Più grande è questa fascia liquida, più sono le possibilità che la vita su Proxima Centauri b possa esistere.

Fonti e approfondimenti



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