Proxima Centauri, potrebbe esserci un altro pianeta nel sistema

Potrebbe esistere un secondo esopianeta, una superterra, intorno alla stella più vicina a noi, Proxima Centauri, che si andrebbe dunque ad aggiungere a Proxima Centauri b, la cui ha scoperta fu invece annunciata nel 2016.
Secondo i dati presentati dal ricercatore Mario Damasso, infatti, questo pianeta potrebbe orbitare intorno alla nana rossa Proxima Centauri, facente parte del sistema triplo di Alfa Centauri, ogni 5,2 anni.

Sempre secondo i dati acquisiti dal gruppo di Damasso, potrebbe trattarsi di una superterra, ossia di un pianeta con una massa superiore alla nostra terra ma comunque più bassa di altri pianeti del sistema solare come Urano e Nettuno.
Si tratterebbe di un pianeta con una massa relativamente bassa che ruota intorno ad una stella sua volta con una bassa massa, qualcosa di interessante per gli astronomi e che potrebbe addirittura sfidare i modelli che gli stessi astronomi hanno creato in relazione alla nascita delle cosiddette “superterre”.

Secondo il modello più diffuso, infatti, questi pianeti si formerebbero vicino alla cosiddetta “linea della neve”, il punto più vicino ad una stella in cui un eventuale pianeta orbitante può presentare ghiaccio solido sulla superficie.
Tuttavia l’ipotizzata superterra intorno a Proxima Centauri si troverebbe oltre questo punto.

Le ipotesi di un altro pianeta intorno a questa stella sono state avanzate quando un precedente studio, basato sui dati dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) suggeriva una fonte di segnali nello spettro luminoso che gli stessi astronomi hanno associato alla presenza di un altro pianeta.
Damasso e colleghi, per acquisire nuove prove, hanno analizzato dati relativi ad un periodo di tempo di 17,5 anni per rilevare come l’esopianeta agisce sullo spettro luminoso della stella.

I ricercatori hanno scoperto un intervallo regolare dello spettro luminoso della stessa stella con un segnale che si verifica ogni 1900 giorni, qualcosa che non può essere associato al campo magnetico della stessa stella.
Non si tratta di una prova definitiva: saranno necessarie ulteriori analisi per confermare la presenza di questo pianeta.

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