Pubblicate le immagini più dettagliate ed estese delle due nubi di Magellano

Grande Nube di Magellano (credito: NOIRLab)

Sono le immagini più profonde ed estese delle due nubi di Magellano, come descritto in un comunicato del NOIRLab, quelle tratte dal Survey of the MAgellanic Stellar History (SMASH). Quest’ultimo è una delle indagini cosmiche più dettagliate di queste due galassie satelliti della via Lattea ma anche una delle indagini più estese del cosmo con 4 miliardi di misurazioni e 360 milioni di oggetti fotografati in un’area 2400 volte più grande di quella occupata nei nostri cieli in media dalla luna piena.

Le immagini più dettagliate della Grande e della Piccola Nube di Magellano offrono una prospettiva nuova su questi due “vortici” di gas, polveri e stelle così vicini a noi eppure così distanti.
I ricercatori hanno usato la Dark Energy Camera (DECam), una speciale fotocamera situata presso l’Osservatorio interamericano Cerro Tololo (CTIO) in Cile.
Come spiega David Nidever, un professore del Dipartimento di Fisica della Montana State University, si tratta di uno dei set di dati astronomici più profondi ed estesi delle nubi di Magellano, le galassie più vicine a noi, un’indagine che ha richiesto 50 notti di osservazioni.

Piccola Nube di Magellano (credito: NOIRLab)

Secondo i ricercatori galassie nane, piccole e, a livello di luminosità, relativamente deboli come le nubi di Magellano sono moltissime nell’universo ma la stragrande maggioranza di esse risulta troppo distante affinché possano essere individuate dalla Terra, almeno con gli strumenti di cui oggi disponiamo.
Ecco perché studiare le due nubi di Magellano è essenziale per comprendere queste galassie più piccole e deboli ma anche per capire come si evolvono le galassie dato che queste due galassie satelliti, considerate come “nane”, stanno ancora oggi formando nuove stelle.

Ora, con questo nuovo sondaggio cosmico, sarà possibile analizzare anche le aree più interne nonché le regioni più interessanti di queste due galassie.
Si potrà inoltre indagare su una scoperta che è stata fatta solo recentemente: le due galassie, la Grande e la Piccola Nube di Magellano, probabilmente si sono “scontrate” nel passato ed è stato proprio questo passaggio, probabilmente, a scatenare l’intensa fase di formazione stellare che possiamo vedere oggi.
“Oltre a produrre immagini sorprendenti, questi dati ci permettono di guardare nel passato e ricostruire come le Nubi di Magellano hanno formato le loro stelle nel tempo; con questi ‘film’di formazione stellare possiamo cercare di capire come e perché queste galassie si sono evolute”, spiega Knut Olsen, scienziato del NOIRLab e altro astronomo che ha partecipato all’impresa.

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