Pubblicità sui giornali e richiami di aziende automobilistiche, conflitto di interesse negli USA

Credito: ajouretravel, Pixabay, 763740

Secondo un particolare ed interessante studio pubblicato su Management Science, i giornali statunitensi tendono a fornire una copertura minore per quanto riguarda i cosiddetti “richiami” emessi dai produttori di automobili se questi stessi produttori pubblicizzano regolarmente i propri prodotti su quei giornali rispetto ai richiami emessi da produttori che invece non facevano pubblicità. E più gravi risultavano i difetti relativi ai richiami, più frequentemente si verificava questa cosa.

Un “richiamo” avviene quando una casa automobilistica scopre un difetto in un veicolo già venduto e avverte il proprietario di recarsi in un’officina per risolvere il problema. Naturalmente si tratta di uno smacco non indifferente per la casa automobilistica e quindi di una pubblicità negativa che può avere ampia portata.
“Poiché la copertura mediatica influisce su una varietà di risultati, è essenziale che i notiziari forniscano informazioni imparziali e accurate ai consumatori in modo che possano prendere decisioni ben informate”, spiega Ananya Sen, professore all’Heinz College della Carnegie Mellon University, uno degli autori dello studio. “Le nostre scoperte dimostrano una forte propensione all’offerta dovuta alle entrate pubblicitarie, che può essere piuttosto pericolosa”.

Per arrivare a questi risultati, i ricercatori hanno analizzato tutti i richiami di sicurezza di aziende automobilistiche emessi negli Stati Uniti dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) tra il 2000 e il 2014. Hanno quindi analizzato gli articoli riguardo a questi richiami pubblicati su 115 quotidiani statunitensi (13.600 articoli totali). Infine hanno raccolto dati riguardanti le spese pubblicitarie mensili in questi giornali da parte delle aziende automobilistiche.
Alla fine i ricercatori scoprivano che i giornali tendevano a fornire una copertura minore riguardante i richiami dei produttori che avevano acquistato più pubblicità su quegli stessi giornali nei due anni precedenti rispetto a quei produttori che invece non avevano acquistato spazi pubblicitari.

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