Pulcini di albatros sull’isola di Gough decimati da orde di topi

Esemplare adulto in volo di Diomedea dabbenena (credito: michael clarke stuff su flickr, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons)

L’albatro di TriStan è un uccello loro in pericolo di estinzione che ama nidificare sull’isola di Gough, un’isola vulcanica che si trova nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico Meridionale, a migliaia di chilometri di distanza dalla costa sudafricana e da quella argentina.

Gli albatri di Tristan (Diomedea dabbenena) assomigliano molto agli albatros erranti (Diomedea exulans) ma hanno un corpo tendenzialmente più piccolo benché la loro apertura alare possa tranquillamente superare i tre metri.
Sono soliti nidificare sugli altopiani proprio per proteggersi dai predatori. Diventano pronti per nidificare abbastanza tardi, quando hanno sette anni; in alcuni casi questa fase di maturazione sessuale può durare fino a 15 anni.

L’isola di Gough è una verdeggiante isola in cui migrano milioni di uccelli ogni anno.
L’ecologa australiana Jaimie Cleeland, un’esperta di albatros, ha trascorso una settimana su quest’isola e ha notato che proprio i pulcini di albatros stanno morendo uno dopo l’altro, cosa che pone ancor di più in pericolo questo uccello.

La ricercatrice ha scoperto che la causa è da addebitare ai topi domestici. Questi i roditori attaccano di notte preferendo i pulcini. Si arrampicano sui nidi dove i pulcini riposano e azzannano il loro soffice corpo. Per fare questo, dato che anche un pulcino di albatros è più grande di un piccolo topo, lavorano in gruppo per mordere e ferire la vittima e possono impiegare anche diverse ore aspettando la sua morte che alla fine muore dopo una lenta agonia.

Si tratta di un’azione di gruppo che un articolo pubblicato sul sito della ABC australiana definisce come “angosciante”.
La stessa Cleeland calcola che solo i topi siano responsabili di 2 milioni di morti di pulcini ogni anno solo su quest’isola, pulcini appartenenti non sono agli albatros ma anche altre specie di uccelli di ogni tipo, tra cui quelli marini come la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) oppure piccoli passeri come gli zigoli.

Lo stesso articolo parla di “super topi”, cresciuti non solo nel numero ma anche nelle dimensioni, evidentemente per l’abbondanza delle prede su cui possono fare affidamento per l’alimentazione, questi topi stanno facendo il bello e il cattivo tempo su quest’isola. Secondo la ricercatrice centrano anche i cambiamenti climatici: con un numero di estati sempre più calde e asciutte, le popolazioni dei topi domestici su quest’isola sono più che raddoppiate anche perché sono più capaci di sopravvivere all’inverno.

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