Qualcuno vuole avvicinare gli asteroidi alla Terra e metterli in orbita per sfruttarli

Un nuovo studio, che sta già facendo molto discutere, torna sul discorso relativo alle risorse presenti sugli asteroidi che potrebbero essere sfruttate. In questo caso, però, l’idea potrà sembrare molto originale.
Di solito quando parliamo di asteroidi, parliamo di qualcosa che vogliamo evitare o perlomeno che vogliamo allontanare dalla superficie del nostro pianeta. Il nuovo studio, apparso su Acta Astronautica, prevede una strategia opposta: avvicinare, tramite un sistema di aerofrenaggio (aerobraking), l’asteroide alla Terra per evitare che vada ad impattare e resti in orbita intorno al nostro pianeta.

Si tratta di un concetto non nuovo ma che viene messo in pratica per velivoli e navicelle che fanno rientro sulla Terra e che utilizzano questo sistema per sfruttare l’attrito dell’atmosfera e per rallentare evitare di schiantarsi. Il sistema viene utilizzato anche per i rover che atterrano su Marte o sulla Luna.
Nel nuovo studio, invece, Minghu Tan e colleghi intendono rallentare gli asteroidi, ovviamente di piccole dimensioni, affinché non vadano ad impattare sulla Terra ma rimangano nella sua orbita.

In questo modo sarebbe molto più facile estrarre elementi o materiali, compresa l’acqua, che potrebbero essere utilizzati per le future stazioni spaziali o per future missioni su altri pianeti.
Ciò che serve è una spinta calcolata effettuata da un veicolo spaziale senza equipaggio affinché l’asteroide si indirizzi verso la Terra.

Tuttavia qualcuno fa notare che nella maggior parte dei casi non è nota la composizione degli asteroidi. Ciò significa che se il suo nucleo è fatto di ferro solido, rallentarlo prima che precipiti sulla Terra potrebbe aiutare molto difficoltoso.
Inoltre gli asteroidi non sono sfere perfette: una volta in orbita intorno alla Terra potrebbero oscillare imprevedibilmente e andare facilmente fuori controllo.

Fonti e approfondimenti

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