Quando Sole diventerà gigante rossa frantumerà tutti gli asteroidi solo con la luce

Confronto tra le dimensioni attuali del Sole (piccolo puntino giallo in basso a sinistra) e quelle massime che assumerà durante la fase di "gigante rossa" tra circa 5 miliardi di anni (credito: Oona Räisänen, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Ad un certo punto della loro vita molte stelle, quelle più grandi, diventeranno enormemente luminose. Secondo un astronomo Università di Warwick, saranno così luminose che riusciranno anche a far esplodere gli asteroidi intorno a loro orbitanti utilizzando solo la luce. E il discorso vale anche per il Sole e per il sistema solare.
E l’interessante risultato raggiunto in uno studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Lo studio descrive come le radiazioni elettromagnetiche delle stelle giganti quando si trovano in una delle fasi finali della loro vita, una fase che dura “solo” pochi milioni di anni, prima del collasso finale che le fa diventare nane bianche, possono addirittura distruggere gli asteroidi.
Nello specifico potrebbero essere capaci di farli girare ad una velocità così alta che comincerebbero a frantumarsi sempre di più in pezzi più piccoli.

Si tratta di un effetto già noto, denominato effetto YORP (dalle iniziali dei cognomi dei quattro scienziati che per primi l’hanno descritto, Yarkovsky, O’Keefe, Radzievskii, Paddack). Ad un certo punto i pezzi risultanti saranno così piccoli che la radiazione non avrà praticamente più alcun effetto su di loro.

Secondo questo approccio teorico, la fascia degli asteroidi del nostro sistema solare potrebbe essere polverizzata quando il Sole, tra 4-5 miliardi di anni, comincerà a “gonfiarsi”, diventando più grande ed estremamente più luminoso, da 1000 a 10.000 volte più luminoso di quanto è il Sole adesso.
A frantumarsi dovrebbero essere tutti asteroidi più piccoli. Questi ultimi comincerebbero letteralmente a disintegrarsi entro un milione di anni. Lascerebbero numerosi detriti i quali poi andrebbero ad orbitare, formando un vero e proprio disco, intorno alle nane bianche risultanti dalla “morte” stellare.

Quest’ultima fase avviene quando la stella, espansasi e diventata molto più grande, comincia a prendere i suoi stati esterni e a diventare sempre più densa fino a formare un nucleo molto denso, più piccolo delle dimensioni della Terra, conosciuto anche come “nana bianca”.
Questi dischi di detriti, che potrebbero essere presenti intorno a molte nane bianche, potrebbero essere analizzati dai telescopi futuri i quali potrebbero ottenere numerose informazioni.

Ad essere frantumati, in ogni caso, saranno solo i corpi piccoli, quali gli asteroidi, che si trovino fino a qualche centinaio di unità astronomiche di distanza dal Sole (oltre le orbite di Nettuno e Plutone). Gli oggetti più grandi, ad esempio quelli delle dimensioni di Plutone, probabilmente non saranno toccati più di tanto dalla fortissima radiazione.

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