Quantità anomale di alghe stanno infestando costa del Messico

Alga del genere Sargassum (credito: Tito Herrera)

Grossi quantitativi di alghe si stanno ammucchiando lungo le coste del Messico, in particolare lungo le coste dello Stato di Quintana Roo. Le immagini satellitari messe a disposizione dall laboratorio di oceanografia ottica dall’Università della Florida Meridionale mostrano infatti le massicce chiazze di Sargassum, un genere di alghe che appartiene alla classe delle Phaeophyceae, che si stanno avvicinando proprio in questi giorni alla costa.

Secondo le previsioni, gran parte dei tratti costieri che vanno da Mahahual fino a Tulum saranno ricoperti da quest’alga verde. Queste zone andrebbero ad includere anche la Riserva della Biosfera di Sian-Ka’an, situata tra i comuni di Felipe Carrillo Puerto e Tulum.
Già nel corso dell’anno scorso la costa messicana caraibica nonché le coste di altri paesi della regione sono state letteralmente sommerse da quantità definite come “senza precedenti” di quest’alga. Ciò produce danni non solo alla pesca ma anche ai flussi turistici dato che i turisti si aspettano, una volta arrivati sulle coste messicane, di trovare spiagge bianche ed acque incontaminate.

Si tratta di fioriture anomale di alghe che sono aumentate spropositatamente in dimensioni nel corso degli ultimi 10 anni e si prevede che l’afflusso di questa stagione possa essere tra i peggiori di sempre nella regione.
L’alga Sargassum arriva solitamente dall’Atlantico orientale tuttavia l’afflusso dell’anno scorso era dovuto anche alle alghe equatoriali provenienti dalla zona marina tra il Brasile e l’Africa occidentale, cosa che molto probabilmente si ripeterà anche quest’anno.

Si tratta di una regione marina dove vi è anche un forte afflusso di pesticidi e di fertilizzanti provenienti a loro volta dagli scarichi effettuati nel Rio delle amazzoni e nel Congo.
Tuttavia, come afferma Brigitta van Tussenbroek, ecologista dell’Università Nazionale Autonoma del Messico a Puerto Morelos, questa fioritura anomala è dovuta al riscaldamento globale, nello specifico all’aumento delle temperature degli oceani.

Con qualche grado in più, queste alghe proliferano più velocemente. In sostanza, siamo noi essere umani i responsabili del problema Sargassum, un problema che diventerà ancora più ampio nei prossimi anni e che potrà contribuire a distruggere l’equilibrio degli ecosistemi marini: quest’alga, per esempio, contribuisce alla morte di altre specie di alghe marine, anche di quelle che contribuiscono a mantenere stabili le quantità di sabbia nelle spiagge. Ciò significa, tra le altre cose, che le spiagge si corroderanno sempre più velocemente.

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