Questo puntino potrebbe essere galassia più lontana mai scoperta: luce ha percorso 13,5 miliardi di anni luce

HD1 è il puntino rosso al centro del riquadro (credito: Harikane et al.)

Il record per quanto riguarda la galassia più lontana mai osservata potrebbe essere stato battuto ancora una volta, come rileva un comunicato dell’Harvard & Smithsonian Center for Astrophysics. La sorgente di luce in questione, una galassia che gli stessi ricercatori hanno denominato HD1, ha percorso 13,5 miliardi di anni luce per giungere fino alla Terra e per poi essere catturata da un team di astronomi del Center for Astrophysics. Due studi sono stati pubblicati sull’Astrophysical Journal [1] essa Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters.[2]

Acquisire dettagli di un oggetto così lontano è un’impresa

Fabio Pacucci, l’autore principale dello studio MNRAS e coautore dello studio sull’ApJ, spiega che comunque è difficile capire e soprattutto descrivere una sorgente di luce così lontana. È un po’ come capire la nazionalità di una nave lontana esaminando la sua bandiera che sventola in una situazione di fitta nebbia e nel bel mezzo di una burrasca. Si possono notare alcune connotazioni della bandiera ma non si può avere una visione del suo insieme.
Si possono però fare degli scenari e capire quali potrebbero essere più plausibili.

Forse è una galassia starburst

Innanzitutto i ricercatori sanno che la fonte di luce HD1 è molto luminosa sulla banda dell’ultravioletto. Inizialmente i ricercatori hanno ipotizzato fosse una starburst standard. Una galassia starburst è una galassia in cui nuove stelle vengono create ad un ritmo molto alto.
Tuttavia, ad un’analisi più attenta i ricercatori hanno scoperto che il tasso di formazione di questa galassia era di 100 stelle all’anno, un tasso molto più alto anche delle galassie starburst.

Galassia dell’universo primordiale

I ricercatori hanno dunque cominciato a sospettare che le stelle che si formano, o meglio, si formavano, in questa galassia non erano stelle normali. Quello che stiamo osservando è una galassia dell’universo primordiale. La stiamo osservando in una fase dell’universo in cui comparivano le prime popolazioni di stelle. Come spiega Pacucci, le prime stelle che si formarono nell’universo erano molto più massicce, più luminose più calde di quelle che mediamente si formano oggi.

Forse stelle di HD1 appartengono alla Popolazione III

Se le stelle in HD1 sono proprio questo tipo di stella, le sue particolari proprietà si spiegherebbero più facilmente. In particolare il ricercatore crede le stelle informazione nella galassia HD1 appartengono alla Popolazione III. Si tratta di stelle, ora tutte estinte, che si formarono nella prima fase di formazione stellare dell’universo e che erano del tutto prive di metalli. Le stelle di Popolazione III possono produrre un quantitativo maggiore di luce ultravioletta maggiore rispetto alle normali stelle e ciò spiegherebbe, in particolare, l’alto livello di luminosità di HD1 all’ultravioletto.

Si potrebbe tirare in ballo anche un buco nero supermassiccio

Tuttavia per spiegare questo alto livello di luminosità si potrebbe tirare in ballo anche un buco nero supermassiccio. Quest’ultimo propagherebbe, intorno alla regione che lo circonda, quantità enormi di gas e di fotoni ad alta energia e anche questo potrebbe spiegare il livello di luminosità estrema.
Qualora fosse davvero un buco nero, sarebbe il più antico mai individuato, il più vicino al momento del Big Bang tra tutti i buchi neri primordiali mai scoperti. Ora i ricercatori hanno intenzione di usare il nuovo telescopio spaziale James Webb per osservare più approfonditamente HD1, anche per confermare quanto è distante e se è realmente la galassia più lontana e antica mai scoperta.

Note e approfondimenti

  1. [2112.09141] A Search for H-Dropout Lyman Break Galaxies at z~12-16
  2. [2201.00823] Are the Newly-Discovered z∼13 Drop-out Sources Starburst Galaxies or Quasars?

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo


Data articolo