Raccolgono sabbia da fondale marino, la analizzano e scoprono nuovo verme

Flabelligena hakuhoae (credito: Doi: 10.3897/BDJ.8.e53312 - Biodiversity Data Journal )

È bastato raccogliere una manciata di sabbia dal fondo del mare ad una profondità di più di 2000 metri per trovare una nuova specie di essere vivente mai individuato prima. Ciò sottolinea il livello di biodiversità dei fondali marini, livelli che probabilmente dobbiamo ancora scalfire.
Il team di ricerca, composto da ricercatori provenienti dall’Istituto Nazionale Giapponese di Ricerca Polare (NIPR), dal Museo nazionale di natura e scienza (NMNS) e dall’Università di Kochi (KU), ha infatti scoperto una nuova specie di verme marino dopo aver prelevato campioni di fondale al largo delle Isole Orcadi meridionali, un’area marina remota dell’oceano Antartico.

I ricercatori hanno raccolto campioni di roccia, sabbia e limo ad una profondità tra 2.036 e 2.479 metri. Analizzando poi il materiale raccolto dal fondo del mare in laboratorio, hanno scoperto l’esistenza di quello che si è rivelato come un nuovo verme marino cilindrico, il Flabelligena hakuhoae, lungo circa 1,8 cm e largo circa un millimetro.
Appartiene alla famiglia Acrocirridae la quale comprende vari vermi policheti bentonici (ossia che vivono sul fondale marino) che si nutrono catturando particelle in caduta verso il fondale.
Solo due generi di questa famiglia (Swima e Teuthidodrilus) si sono adattati al nuoto libero; tutti gli altri sono stanziati sul fondale e si spostano solo in due dimensioni.

“La nostra conoscenza dei piccoli invertebrati di acque profonde è ancora piuttosto limitata” nonostante le numerose spedizioni condotte dai ricercatori nelle varie aree marine dell’Oceano Antartico, ammette Naoto Jimi, ricercatore del NIPR che con i colleghi ha pubblicato uno studio sul Biodiversity Data Journal.

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