Radiazioni dei test atomici in Isole Marshall ancora altissimo secondo studio

Il livello di radiazioni nei pressi delle Isole Marshall risulta ancora troppo alto per eventuali insediamenti umani. Un nuovo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, sottolinea ancora una volta i danni ambientali procurati dai test atomici delle due superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, durante la guerra fredda.

Analizzati campioni di suolo

Nello studio i ricercatori hanno studiato i livelli di radiazione analizzando i campioni di suolo provenienti da varie isole che compongono l’arcipelago delle Marshall.
Proprio in questo arcipelago, dal 1946 al 1958, esercito e scienziati statunitensi realizzarono più di 60 test nucleari che videro l’esplosione di varie bombe nel mare intorno agli atolli di Bikini e di Enewetak.
Per condurre questi test, tra l’altro, gli stessi Stati Uniti rimossero sostanzialmente con la forza gli abitanti locali.

In quegli anni, infatti, diversi siti nelle Isole Marshall erano abitati, come anche i due atolli Rongelap e Utirik, i cui abitanti furono anch’essi trasferiti a seguito dei primi test dopo che gli stessi scienziati scoprirono che il fallout stava aggiungendo anche queste zone.
I ricercatori hanno testato i campioni di 11 isole dell’arcipelago scoprendo che i livelli di radiazione gamma risultano ad oggi, dopo più di sessant’anni dagli ultimi test, ancora troppo alti.

Livelli allarmanti

Questi livelli superano abbondantemente i limiti legali di esposizione, limiti firmati anche dagli Stati Uniti.
Nell’isola di Bikini è stato misurato un livello di radiazione di 648 millirem all’anno.

Un millirem è un millesimo di rem, l’unità base per misurare la radiazione assorbita dal corpo umano. Il livello sicuro è stato stabilito a 100 millirem all’anno.

Sono livelli che, secondo i ricercatori, eccedono anche quelli attuali di aree di cui si è parlato moltissimo di più per quanto riguardo al pericolo delle radiazioni, ossia Fukushima e Chernobyl, i cui disastri, tra l’altro, sono avvenuti molto dopo i test.

Livelli più alti di Fukushima e Chernobyl

Per esempio nei primi due mesi dopo l’incidente di Fukushima, secondo lo studio, fu registrato un livello massimo di radiazioni di 0,353 Bq/kg (becquerel al kilogrammo; il becquerel è l’unità di misura dell’attività di un radionuclide). Si tratta di un valore più basso di 10-1000 volte rispetto al livello medio attuale dei campioni delle Isole Marshall analizzati.

E ancora, i livelli medi di radioattività registrati nella Riserva Radioecologica della Polesia, un’area della Bielorussa considerata una delle regioni più colpite dalla radioattività causata dal disastro di Chernobyl, si attestano a circa 30 Bq/kg, un valore tra 2 e 17 volte più basso di quello registrato nelle isole Bikini, Runit, Enjebi e Naen.

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